Musk sta ammazzando lo spirito col quale abbiamo sempre guardato ogni progetto spaziale.
Capace che su Marte ci arriva davvero, ma non riesco proprio a tollerare questa mentalità di conquista del Far West.
A me dispiace anche che la NASA non abbia accennato - nemmeno con tutte le cautele e la diplomazia del caso per non irritare l’amministrazione - al fatto che la “I” di ISS sta per “Internazionale” e che il destino della stazione dovrebbe essere deciso insieme alle altre agenzie coinvolte.
Il comunicato dell’ESA mi sembra piuttosto eloquente:
The International Space Station is a project involving various international partners. As such, all matters regarding the ISS are discussed together with all space agencies involved.
Il problema è che la ISS è un asset internazionale dove ci sono miliardi di dollari di hardware non appartenente alla NASA. Una decisione sommaria di deorbitazione della stazione da parte di un singolo ente (sebbene il maggioritario) distruggerebbe qualsiasi forma di collarborazione internazionale nello spazio (non che il concetto di collaborazione stia a cuore a questa amministrazione). Figurarsi le ricadute sugli Artemis accord e il Gateway, che difatto è una nuova stazione internazionale.
Non possiamo fare altro che aspettare e vedere come evolve la situazione. Tuttavia mi sembra chiaro che ormai non ci sono certezze o zone di interesse che sono safe da potenziali sconvolgimenti.
Questo non lo faranno, ESA e JAXA sono incluse nelle discussioni e dovranno essere parte delle decisioni.
Ma NASA rimane il partner di forte maggioranza, se loro decidono di accelerare brutalmente, gli altri partner dovranno allinearsi.
È quello che succede quando si è alle dipendenze degli altri. Ed è quello che ESA ha provato a far capire agli stati membri negli ultimi 20 anni, ma non hanno voluto investire quello che serviva per avere un accesso indipendente allo spazio.
Se non altro, possiamo sperare che l’amministrazione Trump 2 dia un’accelerata agli investimenti spaziali in Europa, se rendono la NASA un partner poco affidabile ![]()
Di internazionale c’è ben poco. Purtroppo è un concetto che forse la maggioranza non aggancia, ma l’Europa è de facto una colonia statunitense.
Quello che facciamo qui è quello che viene accordato facciamo qui e illudersi che il peso specifico europeo sia qualcosa di sensibile è lecito, ma non corrisponde alla realtà. Attualmente siamo staterelli in cui basta una parola del capo degli USA e i nostri governi (nazionali e sovranazionali) si appigliano a quisquiglie pur di figurare, ma all’atto pratico nessuna decisione viene da noi, ma viene imposta.
L’esempio delle vicine vicende in zona russa è luminoso: l’impatto europeo è nullo, una frase ed una presa di posizione statunitense è totalmente più impattante di due anni di politica estera europea, stiamo acquistando gas via nave dagli usa invece di acquistarlo da chi sarebbe ben più lecito per finanziare l’industria militare statunitense che è uno dei pilastri della loro economia.
In questo contesto che sembra c’entrare poco, ma a mio avviso no, la ISS è un asset statunitense in cui il ruolo europeo è di “partner” in cui è stata scientemente allocata una parte dell’ingegneria e della produzione.
Ciò non toglie che non siamo noi europei a poter decidere nulla, principalmente per ragioni di autonomia economica, militare e di materie prime. Che piaccia o meno siamo vulnerabili e dipendenti, non siamo in grado di poter affrontare progetti di questa portata da soli ed invece gli usa lo sono. In questi 70 anni non siamo stati in grado di avere politiche di indipendenza, al contrario anche ora abbiamo politiche che mettono in difficoltà il mercato senza avere le spalle grosse per poterle sostenere. È triste ed è anche pericoloso perché è ciclico, se si mettono in testa di espandere ancora l’area di influenza questi lo possono fare in un amen e non sarà una cosa bella. (vedi medio oriente)
Quello che al tempo stesso mi rattrista e mi spaventa è che perfino nei periodi più bui della guerra fredda il volo spaziale era stato un terreno “neutro” dove i due contendenti tentavano una qualche forma di collaborazione o almeno dimostravano un rispetto reciproco per la ricerca e i sacrifici fatti dai rispettivi programmi spaziali. Qualche anno fa Rogozin aveva iniziato ad attaccare gli astronauti della Nasa per coprire i problemi di qualità gravi riscontrati nella produzione di alcune Soyuz, ma dopotutto era l’espressione di uno stato autoritario e nazionalista che di queste boutade machiste faceva pieno sfoggio per motivi di propaganda. Se ora lo stesso atteggiamento viene adottato da una agenzia come la Nasa e da elementi di spicco dell’amministrazione federale viene rotto un tabù che fino a questo momento era stato considerato intoccabile, almeno in occidente.
Concordo con Marco: mala tempora currunt.
Perché tutti dicono “Musk è disposto a tutto pur di andare su Marte?” Mi stupisce sentirlo ripetere da Caracciolo e i suoi esperti su Limes, mi stupisce un po’ meno sentirlo dire da intellettuali e politici che magari non hanno una formazione tecnico scientifica.
In questo forum non molto tempo fa se ne è parlato e avevamo concluso che andare su/colonizzare/nuclearizzare Marte fa parte delle sue sparate pubblicitarie e che Starship non è nemmeno lontanamenre un mezzo adatto o minimamente ottimizzato per lasciare l’orbita terrestre.
Da allora non è cambiato nulla, quello che sta facendo Musk non ha nulla a che fare con la conquista di Marte, anzi direi che ora, per fare una facile battuta, sembra distratto dalla conquista di un pianeta ben più a porta di mano.
Credo che sia importante che almeno qui non diciamo alla leggera “Musk vuole andare su Marte” perché tanti che fanno informazione ci stanno crededendo davvero.
Fare fumo serve anche a coprire il fatto che starship non rispetterà i tempi, per cui devono trovare un altro punto di attenzione mediatica
Lo ha affermato lui stesso, lo trovi nel Tweet condiviso qua sopra.
Il primo a crederci è lui stesso.
Ti consiglio di leggere la sua biografia scritta da Walter Isaacson (che è un altro, non quello che diventerà direttore NASA). La sto leggendo ed è molto illuminante. Può sembrare assurdo, ma lui davvero fa tutto per andare su Marte, ci crede davvero. Il problema è che per come è fatto è disposto a tutto pur di arrivarci, il che può essere un problema quando diventa quello che decide le sorti della FAA o della NASA…
Una persona del genere può fare tanto bene all’umanità, ma ha bisogno di qualcuno o qualcosa che lo controlli in qualche modo, perché altrimenti arriviamo alle assurdità delle ultime 4 settimane
Capovolgendo la cosa: ecco perché tutti lo dicono, qualcuno l’ha scritto sulla sua biografia ufficiale!
Beh sì, ma quella biografia è basata, oltre che su scambi diretti con Musk, anche su decine di interviste a tutte le persone che sono state vicino a Musk, compreso alcune persone (come le ex-mogli) che non hanno nessun motivo per difenderlo mentendo.
Inizialmente credevo che le sparate di Musk fossero propaganda per guadagnare visibilità. Comincio a pensare che Musk sia sincero, crede realmente a ciò che dice e agisce di conseguenza.
Non si spiegherebbe altrimenti la pubblicazione di documenti riservati. Probabilmente Musk è sempre stato riparato dal suo staff che ha provveduto a crearne un’immagine vincente e tutto sommato rassicurante del personaggio.
Ormai non ci sono filtri che lo possano arginare, si mostra sempre più disturbato ma dotato di un potere immenso.
Mi meraviglio di come l’Amministrazione USA si sia mostrata debole. Musk non è neppure cittadino degli Stati Uniti, tantomeno è stato eletto per una qualsiasi carica pubblica.
Ho sempre pensato che il declino dell’Impero USA fosse solo una teoria priva di fondamento. Comincio a ricredermi.
Forse l’unico argine che Musk potrebbe incontrare sarà un eccesso di popolarità tale da offuscare Trump, oppure una rottura all’interno di quello che può essere definito come il Cerchio di Thiel.
Praticamente impossibile per ragioni geopolitiche. Trump si disimpegnerà dall’Europa ma non permetterà che quest’ultima cerchi di legarsi con il principale rivale.
Anche io me lo auguro ma temo che sarà una strada (molto) in salita, soprattutto se teniamo in considerazione il poco entusiasmo della maggior parte dei governi europei ad investire seriamente in quest’ultima (e vista la sua urgenza). Trovo che, elettoralmente parlando, lo spazio sia ancor meno appetibile purtroppo.
Mi dispiace (e senza andare OT) ma questa è una descrizione assolutamente superficiale e distorta dei fatti attuali. E noi stessi europei abbiamo delle significative responsabilità, sia per la mancanza di investimenti nella difesa che nello spazio, come accennato da Buzz:
La radice del problema è fondamentalmente simile.
fa parte della parte del mio intervento in cui dico che negli ultimi decenni in europa non si sono attuate politiche di indipendenza, ma non è casuale, non siamo semplicemente liberi di farlo. Dispiace anche a me, sia chiaro, che sul globo ci sia questo stato che mantiene un approccio imperiale di controllo di tutto ciò che può. Forse con il degrado della classe politica loro, se qui ci fosse una classe politica migliore, avremmo qualche possibilità. Sicuramente ciò non avverrà con l’approccio attuale in cui siamo sempre più dipendenti dalle forniture estere e stiamo chiudendo aziende per un “mercato” assurdo e per scelte di indirizzo ideologiche che non possiamo permetterci. Investimenti sulla difesa europei sarebbero forse possibili se avessimo un nemico ma non siamo stati bravi a creare la cultura del nemico come hanno fatto oltreoceano. È una differenza culturale immensa, che non so da dove derivi. Sicuramente posso dire che fino a 60 anni fa in molte zone degli USA c’era segregazione razziale e fino a poco prima lo schiavismo, in europa abbiamo fatto uno step in tal senso parecchi secoli fa. Qui abbiamo barriere linguistiche e culturali grandi e costruire un esercito che difenda richiede di avere condivisione su cosa difendere, cosa molto difficile. Io credo che l’Europa possa avere una struttura solida solo dal punto di vista economico, creando un mercato bilanciato tra i suoi stati, e solo dopo, forse, potrà pensare di essere un’entità forte, i soldi sono la base di tutto.
Sto andando molto offtopic, il punto che ci tengo a rafforzare è che noi non possiamo fare quello che vogliamo perché non siamo uno stato indipendente ma dipendente e questo è un punto dominante nelle possibilità di azione.
Un momento aritmetico. EM parla di dismissione tra due anni, quindi 2027 mentre i piani ufficiali paravano di 2030. Una media aritmetica sarebbe 2028-2029. Non c’e’ una differenza abissale, salvo il fatto che anche 2030 e’ presto.
Perche’, diciamocelo, la sostituzione con altro della ISS in una fase in cui c’e’ un fortissimo sbilanciamento nella capacita’ di lancio, significa che ci dobbiamo tutti affidare al monopolista.
Ritardare di qualche anno significherebbe poter disporre di piu’ lanciatori USA, ma anche di costi ancora piu’ bassi del monopolista.
Ripeto che abbiamo un impercettibile conflitto di interessi.
Europa ovviamente non pervenuta, ed e’ tutta colpa nostra dei potentati che si oppongono all’innovazione ma anche alla scasita’ di investimenti, almeno gli USA finora si sono pagati sia i potentati che gli outsider. Ovvio se le cose galoppano il re che resta fermo e’ nudo. Ma la situazione europea e’ tema di altro 3d.
Questa sarebbe stata incredibile, fino a qualche settimana fa:
Certamente i rapporti di forza contano nel momento in cui si stilano i progetti. Tuttavia occorre riconoscere che la causa è da ricercarsi altrove. In Europa il conseguimento del risultato è secondario rispetto ai livelli occupazionali; dal punto di vista aerospaziale ci sono due consorzi interstatali di aziende a controllo statale in cui la Francia è sempre presente con partecipazioni tedesche, italiane e spagnole, la suddivisione dei progetti è definita su base politica a seguito di negoziazioni. Lo stesso discorso è applicabile in altri ambiti, dalla difesa all’elettronica, in questo specifico settore il paradosso è assoluto: pur disponendo di ottimi produttori di apparati litografici (una cosa tra tedeschi ed olandesi) l’Europa manca (o quasi, almeno esistono Silicon Photonics e BiCMOS) di tecnologie avanzate nonostante un supporto pubblico che non è mai mancato.
Vale solo come anedottica ma Zack Golden / CSI Starbase su YouTube giusto ieri lamentava un calo del 50% dell’interesse verso Starship.
La mail è arrivata anche alla NASA.
Da quel che leggo molte agenzie hanno chiesto ai propri dipendenti di non rispondere.
imbarazzante…quanti ancora fan di musk adesso dopo insulti, gesti fascisti e via dicendo? ![]()

