Expedition 65 Mission Log

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Scorci di vita sulla Stazione. Ogni astronauta ha il proprio alloggio dove può riporre gli oggetti personali, riposarsi, rilassarsi e avere un po’ di privacy per telefonare ai familiari e cose che non riguardano necessariamente il lavoro. Dall’immagine nel tweet sembra che Thomas Pesquet abbia scelto la cuccetta lato Kibo tra le quattro presenti nel modulo Harmony.

Sulla Stazione è davvero difficile isolarsi e stare da soli. Quella che durante la giornata lavorativa è la cucina, talvolta si trasforma in una sala di proiezione per vedere un film in compagnia, oppure il lancio dei propri amici. Giù il telo bianco, luci spente, proiettore acceso e lo spettacolo è servito!

Mentre Thomas Pesquet pedala per la sua sessione di esercizio fisico giornaliero, Shane Kimbrough è disteso per terra intento a scattare fotografie dalla finestra di Destiny.

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Questa è carina e davvero curiosa: i gabinetti della Stazione hanno un contatore che indica quante volte è stata utilizzata, in modo da sapere quando effettuare la manutenzione. Dalla foto non capisco se si tratta del bagno in Zvezda o in quello in Tranquility, non importa comunque, ciò che è rilevante è che è stato attivato lo sciacquone - per così dire - per ben 40.001 volte! Qui l’immagine alla massima risoluzione.

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Ecco lo stesso pannello in Zvezda


(foto presa da google maps e scattata proprio da Thomas in ambito della missione Proxima)

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Potremmo fare una lista di come i popoli chiamano affettuosamente la propria nazione o città. Per i francesi la Francia è l’esagono, per gli italiani l’Italia è lo stivale. Questa la dedica e lo scatto di Oleg Novickij. Ciao Oleg :call_me_hand: :wave:!

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@zzambot ti sembra familiare l’oggetto tenuto in mano da Oleg Novickij :blush:? Guarda caso ne hai parlato proprio ieri nella puntata di Caffè Scienza Firenze insieme a @amoroso , @marcozambi e al padrone di casa Franco Bagnoli.

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grazie mille! Non lo sapevo proprio!!!
ce ne sono altre due


il collare e’ per adattere minieuso alla finestra uv
(in related news i russi hanno sparato con il laser dall’ucraina verso la ISS e dovremmo averlo visto)

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A mio parere, una delle più belle foto di EO

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Un portavoce della NASA, parlando ai microfoni di Ria Novosti, ha svelato le date delle prossime EVA statunitensi. Thomas Pesquet e Shane Kimbrough usciranno da Quest il 2021-06-15T22:00:00Z e il 2021-06-19T22:00:00Z per lavorare ai pannelli fotovoltaici IROSA, in arrivo con SpaceX CRS-22 il 4 giugno. Dunque a giugno sono in programma 3 passeggiate spaziali, inclusa una dal segmento russo il 2 giugno, che portano il totale di uscite nel 2021 a 8.

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Volendo fare un tototask, alcune delle attività da portare avanti nelle EVA per dovrebbero essere (mettendo insieme le attività specifiche della Expedition e alcune cose rimaste indietro o rimandare da tempo)

-L’installazione dei due iROSA
-Il montaggio dei supporti per i prossimi 2 sui pannelli 2A-4A
-L’installazione del supporto rigido per la copertura MMOD dell’airlock
-Sempre in Airlock, una sostituzione/riparazione di uno switch/pannello di controllo nella camera di compensazione
-Altro tentativo per le connessioni di Bartolmeo
-L’installazione di un’altra telecamera HD
-La sostituzione di un FHRC del LOOP B (un pezzo del sistema di raffreddamento ad ammoniaca)
-manutenzione al Canadarm2

Sono curioso di vedere se ci sono stati miglioramenti nelle sequenze di assemblaggio o qualche cambiamento nell’hardware dei supporti iROSA. Nei 2 casi precedenti, hanno superato o portato via tutto il tempo EVA preventivato per le loro sessioni.

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Qualsiasi oggetto dentro e fuori la Stazione ha una storia da raccontare. Ad esempio il 2021-04-21T22:00:00Z ha sostituito una batteria nel modulo Zarja che lui stesso aveva installato il 2013-01-09T23:00:00Z insieme a Evgenij Tarelkin.

Lo spettacolo notturno delle città illuminate a giorno.

Il Grande Fratello ti sta osservando, Thomas Pesquet ci scherza un po’ con questa espressione. Gli astronauti sono gli occhi e le mani dei ricercatori che hanno pensato e messo a punto lo studio scientifico inviato sulla Stazione per essere processato. Talvolta, vista la complessità e la rilevanza del lavoro, i ricercatori sulla Terra seguono in diretta, passo passo, l’operato dei loro colleghi nello spazio grazie alle telecamere appositamente orientate. Inoltre forniscono loro il supporto necessario comunicando con i canali audio.

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Sean non delude mai…

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Nuovo articolo di Marco Carrara pubblicato su AstronautiNEWS.it.

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Intanto BEAM continua fedele il suo servizio…

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La ISS… a luci spente.

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Errare è umano, dicevano i nostri antenati latini. Capita anche ad una persona ben addestrata, come lo sono gli astro/cosmo-nauti, di commettere un errore e di fare dei danni. E’ proprio ciò che è successo a Petr Dudrov durante un controllo alle tuta Orlan che userà per la passeggiata spaziale. Stava ispezionando con una graffetta il funzionamento della valvola del circuito di raffreddamento della tuta, ma ha inavvertitamente forato una membrana causando un piccolo riversamento d’acqua.

La zona in cui stava lavorando il cosmonauta presenta tre fori: uno centrale con la valvola da controllare e due più piccoli ai lati con delle membrane in gomma. Molto probabilmente si è trattato di una disattenzione da parte di Petr Dudrov o istruzioni poco dettagliate e precise fornite da terra. Per fortuna il danno non è grave e può essere riparato in tempi brevi con i ricambi a bordo.

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Il depuratore dell’acqua è tornato operativo.

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Non cambia molto se vi trovate sulla Terra o nello spazio, il prelevo va fatto lontano dai pasti - preferibilmente la mattina - perché la digestione del cibo altera i valori dei costituenti del sangue. La vera particolarità del laboratorio di analisi spaziale, alias la ISS, è che il campione viene riposto nei freezer MELFI a -80°C :cold_face: in attesa di essere analizzato in un secondo momento.

Non essendoci la forte influenza della gravità terrestre, le fiamme nello spazio si comportano in modo differente. Studiarle è molto importante sia per comprendere come avviene l’intero processo di combustione (dall’accensione all’esaurimento del combustibile) sia per trovare soluzioni efficaci per pronteggiare il fuoco e minimizzare il rischio d’incendi.

Nel tweet di ISS Research possiamo apprezzare la fiamma generata dalla combustione del propano in un ambiente ricco d’ossigeno in cui vi è in piccola concentrazione l’azoto (un gas inerte che non partecipa alla reazione). Per via delle tensioni superficiali il fuoco si propaga assumendo una forma sferica e inoltre le ceneri (residui solidi della combustione) non vengono espulse all’esterno, ma continuano ad ardere all’interno della fiamma formando alcuni agglomerati dal colore rosso brillante.

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Trova le differenze
(l’umano non conta)

Prima

Earth Google ISS

e dopo