Expedition 70 Mission Log

Cala il sipario sulla parentesi dell’astronauta danese Andreas Mogensen come comandante della Stazione Spaziale Internazionale. Il testimone passa nelle mani del russo Oleg Kononenko che traghetterà l’ormai equipaggio di Expedition 71, all’appello del settetto manca soltanto la statunitense Tracy Caldwell Dyson che arriverà il 21 marzo con la Sojuz MS-25, ma che ancora non può chiamarsi ufficialmente così la nuova spedizione, sebbene gran parte dei membri dell’equipaggio siano già a bordo. Infatti, lo sapete, è necessario attendere il distacco della Sojuz MS-24 per la transizione formale all’Expedition successiva! Insomma queste settimane di transizione suonano un po’ come il preludio della spedizione che verrà.

Ci eravamo lasciati così lo scorso 26 settembre, quando Andreas Mogensen ereditò il ruolo di comandante dell’avamposto per Expedition 70 da Sergej Prokop’ev. Al solito, vi elencherò delle curiosità e statistiche legate a questo solenne avvicendamento al comando della stazione spaziale.

Individuale

Non posso non partire dal comandante uscente Andreas Mogensen! Sul suo conto avevamo già detto che è stata la 58a persona diversa ad assumere tale ruolo, il sesto astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea ad essere designato, il primo ovviamente proveniente dalla Danimarca. Sono ben 166 giorni in cui l’astronauta danese è stato responsabile dell’integrità dell’avamposto e dello svolgimento in sicurezza delle attività dei suoi sei compagni di equipaggio. Un bottino ragguardevole e di tutto rispetto che in classifica generale lo colloca al 22o posto, davanti per tre giorni a Robert Kimbrough (Exp. 50) e dietro per appena uno a Sergej Krikalëv (Exp. 11).

Il 2 novembre Andreas Mogensen ha festeggiato 47 anni con tanto di record: è il primo comandante non russo o statunitense a spegnere le candeline. Il primo della serie è stato Jurij Onufrienko che il 6 febbraio 2004, durante Expedition 4, compì 41 anni. Il più giovane tra i comandanti a compiere gli anni. Anche questa curiosità la sapevate già dalla puntata precedente, lì vi ho snocciolato qualcosina in più :wink: .

Da segnalare la differenza d’età tra Andreas Mogensen e Oleg Konenenko: 4.517 giorni o se preferite 12 anni e 137 giorni, la seconda forbice più ampia di sempre. I primatisti sono la coppia formata dalla 48enne Peggy Whitson e dal 35enne Sergej Volkov (il comandante più giovane record tuttora imbattuto), che si passarono vicendevolmente il testimone a cavallo di Expedition 16 ed Expedition 17. In quello che da oggi è slittato al terzo posto, compare nuovamente Kononenko, classe 1964. Stavolta insieme a un coetaneo nonché amico di Mogensen, nato anche lui nel 1976: Alexander Gerst (Expedition 57). Tra il tedesco e il russo c’erano 11 anni e 319 giorni.

Nazioni

Dunque 166 giorni per Andreas Mogensen e la sua Danimarca che fa meglio dei 140 giorni dell’Italia accumulati da Luca Parmitano e Samantha Cristoforetti. Dietro alle inarrivabili Russia e Stati Uniti, il paese scandinavo è quarto, in coda anche al Giappone che con 224 giorni nel breve periodo risulta più alla portata.

Agenzia

Cambiamo punto di vista. Per quanto concerne ESA, l’esperienza di Andreas Mogensen riscrive il primato per l’agenzia. Infatti, com’era prevedibile, il danese ha sbriciolato il record di 126 giorni al comando del nostro Luca Parmitano, alzando l’asticella di 40 unità, portandola a 166 giorni complessivi. In graduatoria generale su 58 comandanti la situazione è la seguente:

Posizione Comandante Giorni Expedition
22 Andreas Mogensen 166 70
31 Luca Parmitano 126 61
43 Alexander Gerst 76 57
54 Frank De Winne 45 21
56 Thomas Pesquet 33 65c-66a
57 Samantha Cristoforetti 14 68a

Allargando lo sguardo, ESA si conferma terza forza e incrementa da 70 a 236 giorni il margine con l’agenzia spaziale giapponese. Parlare di confronto diretto è iniquo: sei astronauti comandanti per ESA, due per JAXA.

Agenzie Giorni Percentuale
Roskosmos 4218 49,45%
NASA 3566 41,81%
ESA 460 5,39%
JAXA 224 2,63%
CSA-ASC 61 0,72%

Il prossimo record non riguarda direttamente nessuno dei protagonisti dell’avvicendamento odierno, ma che è stato stabilito nel corso del mandato di Mogensen. È uno di quei primati di cui andare poco fieri, purtroppo. Per svariati motivi, in primis i postumi del guaio alla Sojuz MS-22 con il conseguente prolungamento dell’incarico di Sergej Prokop’ev anche per Expedition 69, un astronauta statunitense comandante manca dal 4 maggio 2022 e l’astinenza durerà ancora per un po’, considerando che dopo Oleg Kononenko il successore per Expedition 72 sarà Aleksej Ovčinin. Finora per NASA l’attesa più lunga erano stati i 560 giorni tra Andrew Feustel (Expedition 56) e Chris Cassidy (Expedition 63). Già il computo è salito 676 giorni ed è destinato inesorabilmente a incrementare ancora…

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