Il lanciatore era dotato di tre booster: 1. B1033 al volo n. 1. 2. B1025 al volo n. 2. In precedenza ha volato nella missione SpX CRS-9. 3. B1023 al volo n. 2. In precedenza ha volato nella missione Thaicom 8.
Ehi, qualcosa di hardware si muove in vista del volo dimostrativo del Falcon Heavy (al momento previsto per la seconda metà del 2017).
A McGregor è stato individuato un booster riusato provvisto di nosecone che non lascia dubbi sulla sua destinazione. I bene informati dicono che si tratta del core 1023, recuperato dopo Thaicom-8.
Finalmente! Tra l’altro pare che dei tre booster che comporranno il FH due saranno riciclati da lanci precedenti. Uno è quello di cui sopra. Restiamo in attesa di scoprire quale sarà l’altro.
Gli altri candidati sono:
B1031 del CRS-10 del volo di febbraio 2017,
B1029 di IridiumNEXT1–10 del volo di gennaio 2017,
B102? del CRS-9 del volo di giugno 2016.
Intanto SpaceX ha aggiornato ancora le performance del FH sul sito:
63.800 kg in LEO - erano 54.400kg (+17%)
26.700 kg in GTO - erano 22.200kg (+20%)
16.800 kg su Marte - erano 13.600kg (+23%)
3.500 kg su Plutone - erano 2.900kg (+20%)
Evidentemente tutti questi ritardi non sono senza guadagno
Pubblicate la scorsa settimane interessanti anticipazioni sul programma di lavoro dei prossimi mesi di SpaceX, volto a permettere non prima dell’autunno il debutto del Falcon Heavy.
Fervono anzitutto le opere di riparazione e ricostruzione del pad SLC-40, danneggiato dall’esplosione occorsa in occasione del test fire della missione Amos-6, per consentirne il più presto possibile l’utilizzo come sito di lancio delle missioni del Falcon 9, nella usuale configurazione singola.
E’ stato in particolare deciso di sostituire e non riutilizzare l’esistente TSM (Tail Service Mast - la struttura dedicata al rifornimento dei propellenti e a garantire i collegamenti con il razzo), seppur non gravemente compromessa dall’esplosione.
Una volta reso operativo il pad 40 (non prima del mese di agosto), il pad 39A - deputato ad essere protagonista dei futuri lanci del Falcon Heavy - verrà sottoposto ad un programma intensivo di lavori, di durata non minore di 60 giorni, tra i quali la realizzazione del TSM e del TEL (ransporter/Erector/Launcher) per i due booster laterali dell’Heavy.
Nella migliore delle ipotesi, il “nuovo” LC-39A potrà quindi a sua volta essere operativo nel mese di ottobre 2017.
Confermata anche la composizione del primo Falcon Heavy: i due Falcon laterali saranno reimpiegati da precedenti lanci (uno dalla missione Thaicom-8), mentre quello centrale sarà di nuova costruzione.
O forse compensano il ritardo, da un punto di vista di immagine, alzando ulteriormente l’asticella delle prestazioni, tanto in questa fase aggiungere 9 tonnellate costa poco…