Anche questa della Micromachine

Micromachine ne ha fatto quasi un marchio di fabbrica, pur nella piccolezza delle dimensioni si è sempre impegnata per rendere il massimo realismo possibile, questo vale tanto per le serie spaziali quanto per quelle fantascientifiche (Star Wars e Star Trek).
Tanto che le Micromachines si situano a metà strada nel percorso che va dal giocattolo al modellino statico.
Io posso contribuire solo con questo piccolo Shuttle della Matchbox, trovato anni fa nel solito mercatino e neanche troppo malconcio. Per essere un giocattolo (vedi ruote tipo macchinina) ha proporzioni e dettagli da modellismo.
Con la Matchbox “si vince facile” nel senso che si tratta di un’azienda modellistica la quale, anche quando produceva dei giocattoli (qual’è in fondo questo Shuttle a ruote) lo faceva con la qualità che gli era propria.
Anche quando si trattava di modelli in metallo pressofuso, come questo, lo faceva con una qualità che poteva rivaleggiare con la più ben blasonata “Dinky Toys” (che negli anni '70 sfornava a tutto spiano modelli in metallo di elevata qualità tratti per lo più dalle serie degli Anderson)…
Qui siamo di fronte ad un modello di Space Shuttle sostanzialmente corretto, tanto che potrebbe rappresentare egregiamente il Columbia al momento del suo primo volo nel 1981 (anche se il copyright parla ancora del 1979).
So che ci sono diversi altri thread su LEGO, ma citerei qui lo Space Shuttle LEGO Technic 8480-1 rilasciato nel 1996.
Avevo 11 anni ed è sempre stato un sogno per me. Vent’anni dopo, nel 2016, ho avuto la possibilità di costruirne uno, recuperato nella cameretta di un caro amico e rimpiazzati i pezzi mancanti grazie a BrickLink.

I lego (che rappresentano un mondo a se) sono al difuori degli scopi di questo thread, il quale tratta di giochi e giocattoli (non solo vintage come l’esperienza Micromachines insegna).
Parliamo adesso dei Lunar Rover, avendo evocato la mitica Dinky Toys ecco a voi il suo Lunar Rover, messo in produzione tra il 1972 ed il 1975:

Il modello si presenta nel classico metallo pressofuso blu (lo stesso usato anche per uno dei modelli di Aquila di Spazio 1999), dispone correttamente delle 4 ruote sterzanti anche se manca di un dettaglio importante, ovvero l’antenna di comunicazione ad ombrello. Inoltre, per qualche strano motivo, i due astronauti indossano una tuta che ricorda molto quella vista nel film “2001 Odissea nello Spazio” piuttosto che della classica A7L realmente utilizzata.
Nello stesso periodo la nota aranciata in polvere Tang (la quale aveva sfruttato molto il suo essere aranciata liofilizzata per proporsi come qualcosa di “spaziale”) dava in regalo, per ogni confezione, un giocattolo di Lunar Rover:

Il modello, sia pure fatto in plastica economica (il colore blu era probabilmente influenzato dal ben più costoso Dinky Toys), era più che dignitoso con un movimento a molla con chiavetta e, pur mancando della solita antenna ad ombrello, rappresentava correttamente sia il rover sia i due astronauti con le loro A7-L.
Anche la Mattel, con il suo brand Matt Mason, non si lascia sfuggire l’occasione per rilasciare un modello di Lunar Rover compatibile con i suoi figurini. Il risultato finale è abbastanza buono, in più il modello dispone (finalmente!) sia dell’antenna ad ombrello, sia della telecamera anteriore (con tanto di rivestimento in mylar dorato):
Naturalmente la già nominata Micromachines, nel 1989, rilascia la propria versione del Lunar Rover:

Ed arriviamo ai giorni nostri con due prodotti, uno come parte della serie “Space Adventures” della Daron (prodotto a partire dagli anni 2000), e l’altro della Spacetoys messo in commercio nel 2017:


Grazie! Ricordo ora di aver avuto della stessa serie, ai tempi del Politecnico, il modellino del Saturn V:
Molto economico come giocattolo ma con un buon grado di realismo. I vari stadi si assemblavano con innesto a baionetta ed aveva una bella giocabilità.
Bellissimo!!!
Della Space Adventure, intorno al 2003, acquistai proprio la scatola con il Lunar Rover.
Nel 1997 la Hasbro (che ha ereditato il brand dalla Pallitoy) mette in commercio il suo Action Man con tanto di Moon Rover (secondo me non hanno avuto il coraggio di chiamarlo “Lunar Rover” come l’originale ed hanno fatto bene), il risultato è…beh un pasticciaccio:

Il rover è chiaramente ispirato a quello reale, una volta tanto con il colore bianco corretto, detto questo le somiglianze terminano qui. Il rover è monoposto anziché biposto e dunque di dimensioni ridotte rispetto all’originale, l’antenna ad ombrello è sottodimensionata e sono aggiunte delle antenne in più (davanti) di fantasia, il quadro di comandi non è realistico e “dulcis in fundo” Action Man indossa una EMU dello Shuttle con il backpack dell’A7-L dietro, insomma un pasticcio. Inutile dire che il colpo di grazia lo ha dato l’utilissima bandierina…
E la Mir dove la mettiamo?Queste sono scatole che si trovano in giro anche ora ,nei negozi di giiocattoli,ma ho notato che la Mir è piuttosto rara…
Qui siamo di fronte ad un compendio contemporaneo di astronautica, tutti insieme appassionatamente! Sto parlando del playset “Action City Space Mission” della RealToy (del quale ne sono prodotte diverse versioni, ma questa qui è la più completa in assoluto):
Nell’ordine abbiamo:
- Un razzo giapponese H2
- Un razzo russo Soyuz
- Un furgone da telecomunicazioni NASA
- Un Apollo LM
- Un Saturn V (trasportato da un tir!!)
- Uno Space Shuttle (completo di SRB ed ET)
- Un Lunar Rover Vehicle (nonostante la scala uno dei migliori mai visti)
- Un Boeing 747 SCA (Shuttle Carrier Aircraft) con tanto di navetta in groppa
- Una capsula Soyuz
- Una capsula Apollo CSM
- Una capsula Apollo CM ammarata (con tanto di palloni stabilizzatori aperti)
- Un Apollo Soyuz Docking Module (evidentemente per agganciare Apollo e Soyuz insieme)
- Finanche lo Skylab (soggetto rarissimo nel mondo dei giocattoli spaziali)
- Astronauti assortiti vari (da quelli lunari a quelli Shuttle con EMU)
Perfino due asteroidi dorati!!!
Scommetto che tutta quella cooperazione internazionale ha come obiettivo gli asteroidi d’oro 
Beh,lo space mission è una bomba!Perfino lo Skylab!
Anche l’italiana Ferrero, nei suoi ovetti Kinder sorpresa intorno alla metà degli anni '70, tira fuori una sua linea spaziale:
Si possono riconoscere una sonda chiaramente ispirata alla Mariner 9, un lander che potrebbe rappresentare un Viking ed una capsula, con tanto di astronauta in EVA, che appare vagamente (molto vagamente) ispirata ad una Gemini.
Un altro “playset” davvero bello è questo “Space Shuttle Explorer”, messo in commercio dalla InAir intorno al 2005, con tanto di crawler (che funge da base), cargo bay apribile con tanto di Spacelab e due astronauti uno lunare e l’altro con EMU:
Uno di questi playset faceva bella mostra di se anche nella sala presidenza dell’allora MARS Center di Napoli:
Adesso una carrellata di pinball machines (da noi chiamati “flipper”) dedicati alle tematiche spaziali, in questo settore domina incontrastata la Williams:
Ecco un “Apollo” della metà degli anni '60 (1967):

Nel 1969 la Chicago Coins rilascia una paio di titoli spaziali “Astronaut” e “Moon Shot”:
Un decade dopo (1976) sempre la Williams rilascia questo “Space Mission” evidentemente ispirato alla missione ASTP:
Negli anni '80 è lo Space Shuttle a farla da dominatore sempre per la Williams:
Ma non solo ditte americane anche l’italianissima Zaccaria rimane stregata dal fascino dello Shuttle:

Per arrivare poi agli anni 90 con “Apollo 13” (chiaramente ispirato al film di Ron Howard) della Sega:
Per celebrare degnamente la giornata di oggi, anche da un punto di vista giocattolistico, vi segnalo questo Kubrick Cosmonauts, uscito in tempi recenti, che include un bel modello di capsula Vostok (con tanto di sedile eiettabile), figurino di cosmonauta e figurino della cagnetta Laika:

Naturalmente, essendo anche l’anniversario del primo lancio dello Shuttle, non potevo dimenticare il Columbia. Pur non essendo un giocattolo in senso stretto, di seguito abbiamo un’interessante radio AM a forma di Shuttle Columbia, messa in commercio dall’americana Talbot Electronics proprio nel 1981:
Sempre nel 1981 sempre l’americana Processed Plastic Co. mette in commercio questo giocattolo dello Shuttle Columbia, il quale pur avendo colori sbagliati ha il pregio di mettere in una scala corretta Orbiter, SRBs ed ET:
Ecco a voi un altro oggetto che, pur non essendo strettamente un giocattolo (come la radio-Shuttle), è decisamente figlio della sua epoca. Il produttore è sconosciuto tranne il fatto che la base della lampada riporta un “Made in USA” sul fondo.


Naturalmente la forma della lampada, per sua stessa natura, si presta alla perfezione a rappresentare una capsula Mercury (in pratica è bastato stampare il suo pattern sulla superficie). Nonostante sia riportato il logo della “Frindship 7” di John Glenn, la capsula dispone dei due piccoli oblò circolari ai lati che rappresentano invece la “Freedom 7” di Alan Shepard, dal momento che a partire dal secondo volo MR-4 di Grissom, tutte le Mercury avevano il parabrezza anteriore al posto degli oblò laterali.


























