James Webb Space Telescope (JWST) - Mission Log

Segnalo la playlist che contiene le varie sessioni - sono una ventina di ore in tutto - della conferenza dedicata al primo anno di attività scientifica del JWST, organizzato dallo Space Telescope Science Institute.

  • The First Year of JWST


(edit: non so come embeddare la playlist, ammesso sia possibile, cmq cliccando sul titolo si arriva su YouTube e nella colonna di destra si trovano gli altri video)

  • Qui un thread dedicato con un po’ di riassunti:

https://astrodon.social/@kellylepo/111046790585369423

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C’è anidride carbonica anche su Europa.

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Nuove immagini rilasciate da Webb. A risoluzione originale qui e qui

:camera_flash::NASA, ESA, CSA / Science leads and image processing: M. McCaughrean, S. Pearson, CC BY-SA 3.0 IGO

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Sembrerebbe, da questa immagine, che ci sia una nuova classe di corpi celesti: i JuMBO (Jupiter Mass Binary Object). Come dice il nikname avrebbero la massa di Giove e sarebbero sempre in coppia. Non si capisce se si siano formati lontani da una stella (il che sembra improbabile) o se siano stati espulsi a coppie da sistemi planetari (ancora più improbabile).

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suppongo che queste immagini (stupende) siano in falsi colori. Esiste qualche standard secondo cui vengono colorate o quando escono per il pubblico ci pensa il marketing?

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Non c’é standard. Sono ovviamente in falsi colori, il WJST riprende con millemila filtri nell’infrarosso, e semplicemente noi non vedremmo nulla. Di solito, grosso modo, si assegna l’azzurro al segnale del filtro a onda più corta e il rosso a quello a onda più lunga. Ma c’é ampia libertà di scelta, ad esempio le immagini di HST spesso sono colorate in “Hubble palette” che è ancora completamente un’altra cosa: ad esempio, spesso la riga Ha dell’idrogeno, che è nel rosso, viene resa in blu.

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Ti riferisci a questi oggetti?

Si trovano in quest’area (si vedono nell’immagine a dimensione reale):

:camera_flash:NASA, ESA, CSA / Science leads and image processing: M. McCaughrean, S. Pearson, CC BY-SA 3.0 IGO

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Non lo so! Ci sono molti articoli divulgativi che ne parlano; in quelli che ho visto non mostravano quali in effetti fossero i JuMBO…

C’è una piccola equipe che si occupa della generazione delle immagini del JWST. Qui trovi un’intervista sul loro lavoro:

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Giove all’infrarosso. Ok, hanno scoperto qualcosa di interessante all’equatore, ma è bello vedere i poli all’infrarosso in questa immagine.

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Nuvole di quarzo su WASP-17 b, un gioviano caldo e paffuto, con un volume più di sette volte quello di Giove e una massa inferiore a meno della metà di Giove.

Researchers using NASA’s James Webb Space Telescope have detected evidence for quartz nanocrystals in the high-altitude clouds of WASP-17 b, a hot Jupiter exoplanet 1,300 light-years from Earth.

Imagine quartz crystals that appear quite literally out of thin air. A mist of glittering grains so small that 10,000 could fit side-by-side across a human hair. Swarms of pointy, glassy nanoparticles racing through the sweltering atmosphere of a puffy gas giant exoplanet at thousands of miles per hour.

Articolo: NASA’s Webb Detects Tiny Quartz Crystals in Clouds of Hot Gas Giant
https://webbtelescope.org/contents/news-releases/2023/news-2023-140

Un lungo thread su Twitter, con molti più dettagli, pubblicato da uno dei ricercatori. Notare che sono stati impiegati anche dati raccolti da Hubble.

Another key aspect we were able to measure thanks to data from the Hubble Space Telescope, was that these quartz crystals are just a fraction of a micron across (0.01micron) - in fact 10,000x smaller than width of a hair! This work shows what an excellent team HUBBLE and Webb] make for studying clouds in exoplanet atmospheres & the combination helped solidify the detection of quartz as our clouds in the atmosphere of this hot (1700K) giant thanks to the scattering & water Hubble found.

Paper: JWST-TST DREAMS: Quartz Clouds in the Atmosphere of WASP-17b
https://iopscience.iop.org/article/10.3847/2041-8213/acfc3b

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Bella la calotta polare esposta al Sole:

image

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Notizie sul JWST dal 243esimo meeting dell’American Astronomical Society raccolte da Kerry Lepo.

. The mirror continues to be very stable, with corrections needed only every ~6 weeks
. Experiencing about 2.5 micrometeoroid impacts per month, none have been as big as the May 2022 impact.
. The longest wavelength channel of the MIRI instrument is seeing a decrease in efficiency in its longest channels, which is stabilizing.
. New Data2Papers initiative includes better communication with the astronomical community about pipeline issues.

Nel post ci sono anche le slide con i grafici. (non penso si possano ripubblicare qui essendo fotografie della presentazione; non sono riuscito a trovato i file originali)

Approfitto per segnalare anche una public lecture sul primo anno di attività del JWST curata dallo Space Telescope Science Institute.

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JWST ha osservato Makemake e Eris e ha scoperto che sono più caldi del previsto.

Ora, JWST non ha strumenti per misurare la temperatura, né si sa di quanto sia più caldi. Però c’è una cosa strana, un’abbondanza di deuterio abbastanza imprevista.
Inizialmente si pensava che Eris e Makemake si fossero formati alle origini del sistema solare, più o meno quando si sono formati Giove e Saturno e gli altri pianeti, e che a quella distanza dal Sole si fossero mantenuti intatti dai tempi della formazione, congelati in qualche modo.
Con l’osservazione di JWST si è calcolato il rapporto D/H, il rapporto tra deuterio e idrogeno del corpo celeste. Ai tempi della formazione protoplanetaria, questo valore era di circa 0,00002, e sostanzialmente Giove e Saturno conservano questo valore. Il deuterio infatti è un isotopo stabile dell’idrogeno, non decade.
Ma in pianeti attivi come la Terra e Venere, quando l’acqua evapora in atmosfera e i raggi UV la scindono, l’idrogeno è più propenso alla fuga atmosferica del deuterio, quindi la concertazione di deuterio aumenta negli anni. Per la Terra ora è 0,0001, quindi circa 5 volte più di Giove, per Venere, dove è evaporata tutta l’acqua, il valore è quasi 0,01, quindi 100 volte più della Terra.


Immagine presa da qui
Per Eris e Makemake il valore è di circa 0,0002-0,0003, maggiore quindi di quello terrestre. Che è successo? Non si sa di preciso, ma probabilmente c’è o c’è stata un’attività termica poco chiara che ha permesso all’idrogeno di scappare dal corpo celeste con più facilità del deuterio.

Quindi probabilmente la temperatura è o è stata più alta del modello finora più consolidato, ma non si è riusciti a fare una misura diretta, è solo una deduzione indiretta. I due corpi sono a circa 50 au dal Sole, Nettuno è a 30 e le Voyager a 100, per dare un ordine di grandezza delle distanze.

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Fraser Cain ha intervistato Christopher Glein, Lead Scientist at Southwest Research Institute, uno dei ricercatori coinvolti nella ricerca.

I due paper:

:scroll: Measurement of D/H and 13C/12C Ratios in Methane Ice on Eris and Makemake: Evidence for Internal Activity https://arxiv.org/abs/2309.05085

:scroll: Moderate D/H Ratios in Methane Ice on Eris and Makemake as Evidence of Hydrothermal or Metamorphic Processes in Their Interiors: Geochemical Analysis https://arxiv.org/abs/2309.05549

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Selezionati i programmi per il terzo ciclo di osservazioni:

General Observer Programs in Cycle 3

[…] The Cycle 3 GO program includes 253 proposals for approximately 5,500 hours of JWST prime time and up to 1,000 hours of parallel time, as well as 25 archival and 12 theory proposals. This establishes the program for JWST’s third year of science operations, reflecting the aspirations of the worldwide community of observers. The selected proposals were prepared by more than 2,097 unique investigators from 41 countries, including 39 U.S. states plus D.C., 18 ESA member states, and 6 Canadian provinces. Twelve percent of the proposals are led by student Principal Investigators.

La lista completa è disponibile a questa pagina e nel
JWST Cycle 3 MAIN Abstract Catalog [pdf]

Articolo con un riassunto degli obiettivi principali.
The James Webb Space Telescope’s targets over the next year include black holes, exomoons, dark energy — and more



Per approfondire riguardo alle esolune [1], segnalo un articolo di Scientific American:

Their program will look at a Jupiter-sized planet orbiting the star Kepler-167 about 1,100 light-years from Earth. The planet transits its star, crossing the star’s face to cast a worldly shadow toward Earth about once every 1,000 days. The next transit will unfold on October 25, when Cassese and Kipping will be looking with JWST’s far-seeing infrared eye in search of telltale evidence for one or more accompanying exomoons down to the size of Jupiter’s own Ganymede or Callisto.

… ma soprattutto rimando ai video pubblicati dal prof. Kipping (Columbia University, ha un canale YouTube, Cool Worlds), in particolare:

  • Un video breve dove spiega l’importanza della ricerca di esolune.
  • Una intervista dove approfondisce l’argomento.
  • Il video dove annuncia di aver passato la selezione per il JWST

[1] Le osservazioni dedicate alla ricerca di esolune saranno due: GO 6491 a cui fanno riferimento i video qui sopra e GO 6193.

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Un micrometeorite ha spostato uno specchio di un micron.
https://twitter.com/WebbFeed/status/1768977986940785092?t=2OiyHrdqC2YIkKqpqPyMyg&s=19
Sono eventi normali, non so dirvi con che frequenza accadano, ma è tutto nominale.

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Lo specchio è riallineabile? Quanto impatta lo spostamento di un micron sui risultati?

Sì, è riallineabile, la deformazione ha impatto sui risultati, l’impatto comunque non sarebbe un ostacolo al proseguimento della missione se non fosse riallineabile. Da design questi incidenti sono previsti ed è previsto un meccanismo di risoluzione.

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