Il livello di affidabilità di un sistema non si calcola sul numero di voli che fa all’anno, né sul numero di incidenti, ma è un’analisi che si fa come parte del progetto.
Io sono d’accordo con @Mark_Watney : se si vuole vendere questi viaggi ai turisti, vuol dire che l’affidabilità deve essere altissima. Non parliamo più di astronauti super addestrati e disposti a un certo tasso di rischio. Se dovesse avvenire un incidente e uccidere dei turisti paganti, significherebbe probabilmente il fallimento dell’azienda.
E quindi per me il paragone con Airbus ci sta: se Bezos and co. credono che NS sia pronto per diventare operativo, significa che sono convinti al 100% della sua affidabilità. E quindi non c’è niente di male che il CEO partecipo al volo inaugurale.
Anche Virgin Galactic potrebbe avere pensato al 20 luglio. Ma, avendo Blue Origin già annunciato il 20 luglio, non rimanevano molte altre date simbolo per arrivare prima.
Che anche Sir Richard voglia essere uno dei primi astronauti del suo sistema di volo, non sorprende; anzi.
Certo sorprende un pò di più (ma non dal tutto) questa “lotta” a chi va su per primo … in ogni caso tutto pepe per i media e tutto richiamo per l’astronautica … male non fa …
Riguardo a questo non ne sono convinto, anzi, temo che molti già scettici riguardo l’esplorazione spaziale (che non ne conoscono i benefici) riducano tutto ciò di utile che comporta dell’esplorazione spaziale per le persone normali e per l’avanzamento delle conscience scientifiche a questa gara tra miliardari che è per davvero fine a se stessa. Aggiungici i vari “guarda dove vanno a finire le mie tasse” (anche se sono finanziati privatamente) e “potrebbero spendere i loro soldi sulla terra” (come se lanciassero valigette di denaro nello spazio) e si rischia di avere l’effetto contrario.
Al suo apparire l’aeroplano suscitò un immenso interesse popolare, nonostante quella fosse un’epoca di ideologie militanti (non certo gli sterili dibattiti “da salotti” o da “tastiera” di oggi…) tutti correvano a vedere i primi voli, aristocratici, borghesi e “proletari” senza distinzione.
Semmai le uniche “critiche” erano relegate agli strali dei vignettisti o dei poeti da stornello, votati da sempre alla satira più che alla critica come la intendiamo noi oggi.
Come dimostra questa raccolta di articoli, in occasione dei primi voli in Italia, a cura dello ICCD (Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione) del Ministero della Cultura:
Branson aveva trovato molti potenziali utenti, diceva, non so se e quanto abbiano pagato ma ancora non ha nemmeno l’ok di FAA a portar su gente che non siano i suoi collaudatori (ma è forse question di poco tempo che rimedi).
ha l’asta ancora in corso o sbaglio? Sono i pre-pre-preliminari.
Stiamo parlando di lanci commerciali fatti da aziende private no?
Quindi non ci metterei la Soyuz né lo Shuttle…
Sono d’accordo che SpaceX è un passo avanti per il suo sistema, ma è anche vero che non hanno ancora lanciato nessun turista, per ora. E sinceramente, conoscendo Musk, mi fa strano che non abbia messo se stesso nel primo lancio turistico
Ma per restare nel paesaggio culturale dei protagonisti della sfida su posta il refrain che conta su tutto è “chi manda su per primo con un biglietto americano su un mezzo americano da suolo amerisemprequello”…
All’italiana* vincon tutti: Brenson ebbe le prime prenotazioni, Musk i primi omini seppur NASA e Bezos… beh, aspettiamo e vediamo che si trova qualcosa pur per lui
(* Ho visto troppi dopoelezioni nostrani, pardon )
Secondo me gli impporta solo superare le 50miglia per potersi definire astronauti* e veder lo spazio da lassù: è questo che di base tutti vendono ai turisti
Poi chi più può spendere più su starà o andrà o tutt’e due
(* una definizione americana per un volo americano per un pubblico amerisemprequello )
Capisco il tuo discorso, Soltasto … e sicuramente ci sarà (anzi c’è già) qualcuno che sbuffa e tirerà fuori la solita solfa de “spendiamo per altro quei soldi” … ma quelli sono una minoranza e sono ahimè da mettere in conto … non spariranno mai …
Rimane il fatto che, a parte i commenti dei soliti, questa situazione (e soprattutto i lanci dei prossimi mesi, sia suborbitali che orbitali), non potrà che far parlare ancora di più di astronautica i tiggì ed i siti d’informazione, visti anche gli attori in gioco … e come diceva il tale “che se ne parli anche male, ma che se ne parli” …
Aggiungo: le aziende come Amazon, SpaceX, sono legate ad un uomo carismatico che viene identificato nell’azienda stessa, immaginando impossibile la rottura di un legame fra i due elementi. Peró, se dovesse succedere qualcosa a Jeff Bezos ( tocchiamo ferro ), Amazon andrebbe avanti come ha fatto Apple dopo la morte di Jobs.
Cambia qualcosa andarsene via per una brutta malattia o per un incidente?
Ripeto, come sostenuto da altri, che stiamo parlando di aria fritta dal momento che se questi miliardari salgono sui propri mezzi, non sono dei pazzi suicidi ma gente convinta che andrà tutto bene.