La flotta di SpaceX


#41

Qualcuno ha creato il sito che mancava.


#42

Nella pagina dei prossimi lanci ci sono alcune informazioni aggiuntive come il nome del rimorchiatore dell’eventuale droneship, la nave di supporto, ma soprattutto l’eventuale tentativo di recupero o meno dei fairing. Si potrebbe valutare di inserirle nei thread dei lanci creati da Astronautibot, se c’è un’api gestibile. Ma così facendo c’è anche il rischio di sovraccaricare quei thread di info sostanzialmente poco utili. :woman_shrugging:


#43

Penso possa andare qui visto che è un test diretto di parte della flotta SpaceX… :slight_smile:


#44

Ci vuole una rete più grande.


#45

Od un controller del paracadute più prestante…


#46

Chi sa perché hanno deciso di usare la velatura ad ala portante invece del classico tondo.


#47

Perché il paracadute a calotta è molto meno manovrabile e l’area in cui deve trovarsi la nave di recupero per poter essere “centrata” è molto più ridotta, richiederebbe probabilmente una precisione nel calcolo dell’area di recupero non raggiungibile.


#48

Si Alberto una gara persa, io lo pensavo fino dall’inizio. Sono troppe le variabili.

Io pensavo che se lanciato da un elicottero vicino, fosse facile recuperare un fairing. Non ci riescono neppure così, quindi é ovvio dubitare sul recupero di un semiguscio proveniente dai venti di alta quota, che può essere stato spostato di km dalla verticale. La nave non può correre più di tanto.

Oppure potrebbero rendere impermeabili le parti sensibili del componente, così da poterlo recuperare direttamente dall’acqua salata, e subito risciacquarlo ed asciugarlo sul ponte. Abbiamo già verificato da altri fallimenti che i fairing depositati in acqua dai paracadute non vengono distrutti meccanicamente. Magari la rete possono tenerla a protezione della nave. Così potrebbero pure ridurre il numero di imbarcazioni di recupero da 2 ad una.

Per esperienza da surfista/catamarano/barca a vela, se le attrezzature ma anche gli oggetti comuni bagnate di acqua salata le risciacqui con l’acqua dolce, non subiscono danni. Al 70% si recuperano persino i telefoni cellulari.


#49

Continuo a pensare che avrebbero dovuto scegliere il recupero in volo invece di quello con un’imbarcazione… un aereo ha una rapidità nella manovrabilità intrinsecamente più elevata a scapito, ovviamente, del maggiore costo.


#50

Una volta recuperato in volo come riuscirebbe l’aereo ad atterrare depositando il fairing senza danni? Il fairing è un oggetto molto più pesante, ingombrante e difficile da manovrare di una capsula Discoverer.


#51

Devono trovare un modo per farlo arrivare in una zona prestabilita altrimenti diventa impossibile da prendere. Mi viene in mente l’Heading Alignment Cone usato nelle fasi di rientro dello Space Shuttle… Non ho idea se venga già fatta una manovra simile ma potrebbe essere utile per ridurre l’area e magari impostare una direzione.


#52

Io userei un elicottero… anni fa tentarono qualcosa di simile per recuperare una capsula di campioni se non sbaglio…


#53

Lo si potrebbe lasciar cadere in acqua dolce, tipo in un lago, e poi recuperarlo con una barca. Così si eviterebbe il contatto con l’acqua salata


#54

Quoto @amoroso! Ragazzi, avete idea delle dimensioni del fairing? Forse non sembra ma è un “robo” lungo 13 m e del diametro di 5 m… tirarlo dentro dall’aereo o dall’elicottero non è così semplice. Le capsule Discoverer credo non fossero più di 1 m di diametro ed erano relativamente semplici da portare dentro una volta catturate.


#55

Dimensioni del fairing “lungo” della famiglia Falcon. L’ampiezza ovviamente è diviso 2 nel caso del recupero.
immagine
La cosa più semplice da fare sarebbe dotare entrambe le parti di 2 paracadute agganciabili da un elicottero nell’area.
Il punto è… vale la pena subire una perdita in performance e tutto il movimento macchine per recuperare un paio di fairing?


#56

Come detto da Maxi, si faceva al volo con i C119 e poi C130 per le capsule fotografiche, ma erano moooolto più piccole… e le ripescavano a 4500 m di quota


#57

E si vede già dal video stesso che un elicottero non ha tanti margini nel sollevare un “Robo” del genere.


#58

Aggiungerei che ogni metà dell’ogiva pesa circa 1 tonnellata, quindi un bel peso. Probabilmente un parafoil di dimensioni maggiori e un sistema di controllo attivo risolverebbero il problema, ma aggiungendo costi e massa ad un componente che deve prima di tutto garantire due task:

  • proteggere il carico pagante in modo efficiente
  • separarsi e allontanarsi dal vettore in modo semplice e affidabile

Tutto il resto è secondario, considerato che la missione primaria dei voli SpaceX è mettere in orbita payload e non recuperare tutte le componenti del Falcon 9, anche se oivviamente vale la pena tentare :wink:


#59

Si, giustissimo… le dimensioni ed il peso di un fairing sono immmmensamente più grandi di una capsula fotografica… però sono passati qualcosa come 50 anni e magari in qualcosa abbiamo migliorato (come prestazioni) rispetto a quei tempi. Se poi parliamo invece di costi anche tenere un vascello in mare non è che sia così conveniente. Inoltre per ovviare alle limitazioni un recupero con elicottero potrebbe avvenire a breve distanza dalla barca per poi calarlo sopra la rete.
Comunque questa strada del recupero dei fairing sarà completamente abbandonata se la ‘water tower’ (ricoperta di domopak) a Boca Chica funzionerà! :wink:


#60

Se quello che ha dichiarato Musk (costo fairing 5 milioni di dollari a volo) direi di si…

Ho trovato questo interessante infografica che mostra uno studio della RUAG (l’azienda che realizza i fairing per SpaceX) e si capisce il perché (?) della scelta sul metodo di recupero.