Le foto di MSL Curiosity - discussione e analisi


#1

Un esempio di MAHLI all’opera
http://photojournal.jpl.nasa.gov/catalog/PIA16570


#2

…esatto, come risoluzione direi che è esattamente equivalente a un microscopio ottico a basso ingrandimento…che direi è sufficiente, nel caso, per distinguere residui di qualche protozoo o simili


#3

…nessuna polemica. Avevo già chiesto in passato della presenza di un tale strumento senza ricevere risposta in merito e avevo dedotto che Curiosity ne fosse privo.
In merito al MAHLI:
“The robotic geologist, Mars Science Laboratory, carries its own equivalent of the geologist’s hand lens, the Mars Hand Lens Imager (MAHLI).”
che chiude il discorso… :beer:


#4

Perdonami cns_rama, ma non capisco.
Qual’é l’ingrandimento minimo che avresti voluto sul microscopio per farti contento?

14micron/pixel non sono sufficienti per la ricerca di gusci o scheletri?


#5

…certochessì.
Il range dimensionale va da circa 50 a 1000 micron…perfettamente alla portata del MAHLI.
Come ho scritto sopra, pensavo che Curiosity ne fosse sprovvisto…chiedo umilmente scusa per la mia ignoranza :smiley: e mi autoinfliggo una buona dose di :spank:


#6

ops, avevo frainteso io quello che avevi scritto. Scusa.


#7

…figurati :smiley: .
Ne approfitto per dire che nutro una profonda insopprimibile…invidia per lo scienziato che ha il privilegio di esaminare per primo le immagini che arrivano dal MAHLI. Se possono arrivare notizione epocali, secondo me possono venire da quello strumento più che da altri…


#8

Puoi anche essere tu a esamniare le immagini di Curiosity appena arrivano. Dalla missione dei MER il team ha deciso di condividere le immagini raw con il pubblico, che spesso le ha potute vedere prima dei ricercatori per ragioni di fuso orario.


#9

…ti ringrazio per la segnalazione…non credevo fossero disponibili immediatamente per chiunque. Do un’occhiata e poi vi dico… :stuck_out_tongue_winking_eye:


#10

Questa è un’altra versione dell’archivio di immagini raw di Curiosity più facilmente consultabile.


#11

è esattamente così. peccato non sia stato capito il senso ironico del mio precedente post, scritto
al fine di tentare di far riflettere un pò più a fondo ed a informarsi meglio sia cns_rama che topopesto.


#12

…occhiata data.

Sembra che manchi un riferimento per le dimensioni dell’oggetto che si sta inquadrando. Se il soggetto è uniforme non c’è modo di sapere se stanno inquadrando un macigno di 50 metri cubi da 3 metri di distanza o un sassolino da 1 millimetro. Probabilmente l’informazione è contenuta nel file, ma non l’ho trovata.
Ad esempio, in questa bellissima foto: http://mars.jpl.nasa.gov/msl-raw-images/msss/00132/mhli/0132MH0163000010R0_DXXX.jpg di quello che ha tutta l’aria essere un conglomerato, non si capisce se l’“oggetto” che biancheggia in basso a sinistra emergendo dalla massa (e che personalmente avrebbe meritato un ingrandimento un pò più adeguato…), è di 2 centimetri o di due millimetri.

Mi sembra di capire che lo strumento è mosso tramite braccio e avvicinato alla superficie da analizzare. In genere l’analisi visiva andrebbe fatta su superficie fresca (appena fratturata con uno strumento) perchè gli agenti atmosferici levigano e rendono uniformi le superfici esposte cancellando i particolari. Nelle foto ho visto parecchie forme lavorate dal vento (+sabbia)…è probabile che con “occhiate” en-passant non si riesca a rilevare granchè. Non è colpa di nessuno…quando i task sono tanti l’esecuzione non può essere accurata; una superficie come quella in foto meriterebbe alcune ore di esame ravvicinato…ma immagino che ogni strumento (team) avrà un tempo di indagine rigidamente prefissato.

Non sono critiche fini a se stesse è solo scambio di opinioni…e nessuno disconosce i meriti della NASA…sto solo cercando di capire come sono state fatte le cose ed il motivo di certe scelte.


#13

…per chi non avesse individuato l’oggetto “misterioso” sto parlando di questo qua sotto:


#14

L’informazione è verosimilmente nei metadati, ma non tutti vengono pubblicati.


#15

Sì MAHLI è montato sul braccio.
La distanza minima di messa a fuoco è 20.4 mm, mentre la massima è l’infinito (ed è la ragione per cui può essere usato anche per foto generiche, come ad esempio l’autoritratto del rover).
Ovviamente è dotato di LED per illuminare il target quando si avvicina molto ad esso, sennò l’ombra dello strumento stesso lo oscurerebbe. Ha LED a luce bianca e ultravioletta (365nm).

Come dici tu, manca il fattore di scala, che normalmente viene pubblicato solo nelle immagini che rilasciano ufficialmente. In quelle RAW mancano in metadati, e a dire il vero gli appassionati si lamentano un po’ di questo aspetto perché sarebbero molto utili per una elaborazione più corretta e veloce di tutte le immagini scattate dalle camere di bordo.


#16

non vorrei cadere nel triviale, ma mi sembra un alien-preservativo usato :stuck_out_tongue_winking_eye:


#17

:stuck_out_tongue_winking_eye: :stuck_out_tongue_winking_eye:
…mia moglie…assai meno triviale di te, senza sapere da dove provenisse la foto ha osservato: “adesso ti metti a scattare foto pure alle conchiglie rotte” ?
Mia figlia, anche lei senza sapere nulla, e con il candore dei suoi 9 anni ha detto: “seeeembra una…conchiglia. E’ una foto di questa estate ?”
Magari non è niente de che…però…

Grazie per le info RickyUnreal…


#18

…che faccio ? Avverto Caprara ??? :open_mouth:

…conchiglia al 99%…


#19

Il materiale ricorda anche l’aspetto di quello di una perla.


#20

…già, è madreperlaceo, ma insospettisce molto anche la curvatura, davvero troppo regolare e con uno spigolo che appare secco e che permette di valutare lo spessore del guscio, l’interruzione superiore…la concavità. Insomma, potrebbe benissimo essere un “oggetto” frutto del caso, ma ha degli elementi di ordine che secondo me attirano molto l’attenzione. E poi è inserito dentro un probabile conglomerato…i conglomerati sono rocce che derivano da ghiaie marine…è plausibile che sia un guscio di bivalve.
Qualche volontario per ripulire l’immagine originale ?