New Horizons è uscita dall’ibernazione e si prepara all’incontro con Ultima Thule


#1

https://www.astronautinews.it/2018/06/10/new-horizons-e-uscita-dallibernazione-e-si-prepara-allincontro-con-ultima-thule/


#2

Un resoconto molto dettagliato.
Grande articolo. Grazie.
( * Ti segnalo un piccolo problema nel primo paragrafo “… Il computer di bordo di bordo continua però (a) monitorare lo stato…” )


#3

Grazie, Hal :beer:
Corretto il typo il typo :smile:


#4

Finito il letargo spaziale ora si torna a lavorare :grin:


#5

Anche se tra breve New Horizons scatterà la prima foto al suo obiettivo, MU69 Ultima Thule, l’immagine che ne risulterà non fornirà molte informazioni. Ossia, se tutto va bene, si vedrà un puntino :astonished:

Paradossalmente, si possono ancora ottenere più dati su quell’oggetto della Fascia di Kuiper da terra. Proprio ieri (4 agosto) due team della missione che si erano appositamente recati in Colombia e nel Senegal sono riusciti a documentare un’occultazione stellare prodotta da MU69, osservabile in una strettissima fascia del nostro pianeta (tra l’altro la predizione del fenomeno è stata possibile grazie ai dati di GAIA). I risultati permetteranno di caratterizzare meglio forma, dimensioni di Ultima Thule e dell’ “ambiente” che lo circonda.

Altre info: http://pluto.jhuapl.edu/News-Center/News-Article.php?page=20180804

La missione New Horizons sta per entrare nella fase di avvicinamento. Se volete saperne di più, leggete l’articolo da cui parte questo thread.


#6

Ultima Thule significa ultima (mitologica) terra, oltre la quale c’é il nulla, simile per concetto allo Shangri-La imalaiano. Mito medioevale di cui ci siamo dimenticati, di quando non si conoscevano i confini del mondo. Strano vedere quanto questi confini, oggi, si siano spostati al di fuori del nostro pianeta.


#7

Il mito di Ultima Thule è stato probabilmente portato per la prima volta nell’astronomia moderna da Giovanni Virginio Schiaparelli, che nelle sue mappe di Marte denominò Novissima Thyle una zona del pianeta.


#8

Intanto dall’APL della John Hopkins ci informano che il 13 agosto New Horizons, è passata dallo “spin mode” (ossia la stabilizzazione attraverso la rotazione) allo “3-axis mode” (ossia la modalità in cui l’assetto è controllato su tutti gli assi e quindi si possono usare tutti gli strumenti). I dati raccolti nel frattempo permetteranno di rendere più precisa la traiettoria di avvicinamento a Ultima Thule. New Horizons ha già percorso il 90% della distanza tra Plutone e KBO-2014.


#9

Non mi ricordo e sono troppo pigra per cercarlo, lo confesso ma dopo Ultima Thule NO si rimetterà a dormire per sempre o terranno accesi gli strumenti finchè ci sarà energia?


#10

Non c’è nulla di deciso , ma un anno fa Alan Stern ha detto che ci sono buone possibilità per un terzo o addirittura un quarto flyby di altri oggetti della fascia di Kuiper.

“There’s fuel and power on board the spacecraft to operate it for another 20 years. That’s not going to be a concern even for a third or fourth extended mission.”


New Horizons Beyond Pluto - Beam Your Greeting to Ultima Thule
#11

Questo è molto interessante, non sapevo di questa possibilità/intenzione. Che non venisse “spento” era prevedibile, quello che cambia è il numero di persone che rimane coinvolto nel progetto (e che costituisce sostanzialmente il costo di estensione), ben diverso tra un monitoraggio base dei sensori e la pianificazione e realizzazione di altri flyby con relativi rilievi.
Ora, non trovo numeri, ma posso immaginare che per gestire la pioneer 11 possano rimanere “attive” 5-10 persone per forse 1 ora al mese, in questo caso forse ne serviranno 50 per 1 ora a settimana. Su questo argomento mi piacerebbe avere un’idea più precisa da chi lavora nel settore, sono curioso.


#12

Il capo della nasa ti ha parzialmente risposto :))


#13

Dunque, in generale anche in ESA i membri dei Flight Control Team di missioni in alcuni momenti “morti” della fase di preparazione (ad esempio se si scopre un problemino sul satellite e il lancio viene sospeso/rimandato a data da decidere) o impegnate (come lo fu Rosetta) in lunghe fasi di coasting in ibernazione, vengono impegnati in supporto di altri team “a corto” di personale.
Alla fine qualcosa si trova sempre, e i costi della persona vengono suddivisi su progetti diversi senza che nessuno perda posti di lavoro. Nel peggiore dei casi con i contractors le aziende possono far fare dei lavori interni o dei corsi di formazione di alto livello per riempire i lunghi intervalli tra un incarico e l’altro, in attesa di tornare sulla missione “principale”.
Ci sono poi costi incomprimibili, come la quota che si paga per la manutenzione di hardware e software che usato o no va conferita.
Ora visto il carico di lavoro previsto quasi sicuramente questi ingegneri saranno coinvolti in altre missioni / progetti.


#14

Mi sono espresso male, nel senso che consideravo le ore/uomo, resta inteso che se un ingegnere ha un contratto da 40 ore, 40 ore farà.
L’allocazione dei suoi costi verrà poi fatta a seconda dell’incarico che sta eseguendo nelle varie ore. Mi sembra di capire che lavori in ESA, hai idea di qualche numero per una missione di riferimento o sono dati sensibili secretati?


#15

C’e’ da aggiungere un altro particolare. Tenere accesa una sonda significa anche comunicare con essa. Per “parlare” con la New Horizons ci vogliono le antenne del deep space network; ed usarle costa soldi. Non solo: ci sono altre missioni che hanno bisogno delle stesse antenne, quindi avere una sonda spenta ha anche il vantaggio di liberare tempo antenna per le altre.


#16

Non sono dati segreti ma il dettaglio dei costi nelle varie voci e’ nelle mani del management e non viene normalmente diffuso a chi non deve occuparsi del budget e soprattutto non ai contractor come sono io :slight_smile:


#17

Intanto, come previsto, il 16 agosto New Horizons ha ripreso la prima immagine di Ultima Thule. Ovviamente è solo un puntino :smile:

EDIT: ah, dimenticavo questa (e le altre riprese nello stesso giorno) sono, per il momento, le foto scattate dalla maggior distanza dalla terra.


#18

Io ho fatto un po’ di quotazioni per un team di operazioni. Per il flight control team di un singolo satellite operato in continuazione io considererei a occhio 4-5 ingegneri. Se però la missione prevede lunghe fasi di inattività quelle persone lavoreranno su più missioni contemporaneamente.

Però poi devi considerare i costi aggiuntivi per tenere su il ground segment, cosa che di solito si fa in “multimission”. E ci devi mettere il costo delle ground stations, anche se per quello in queste missioni di solito si comprano i “pass” da un’azienda esterna che di mestiere gestisce delle ground stations.

Il numero di persone dipende molto dal tipo di missione, principalmente da quante attività si fanno. Una missione di osservazione terrestre tipo Sentinel ad esempio richiede molte più persone di una missione come NH, in cui le attività intense della sonda sono sempre solo per brevi periodi


#19

Si esce alla prossima!


#20

Mancano 65 giorni al flyby! :sunglasses:

Intanto il 24 ottobre alcuni membri del team New Horizons, capitanati dal principal investigator, Alan Stern, hanno presentato ai media il flyby, in occasione della Press Conference dell’American Astronomical Society’s Division for Planetary Sciences.

La conferenza si può vedere qui:

Io non l’ho ancora vista, ma ci si può fare un’idea dei contenuti attraverso le slide, disponibili qui:

http://pluto.jhuapl.edu/News-Center/Press-Conferences/October-24-2018.php

Vi compaiono anche le timeline, aggiornate: