Perchè Complottismo?

Purtroppo oggi il complottismo è diventato mainstream. In un paradosso di ribaltamento della realtà il flusso di informazioni ordinario è divenuto quello di cui sospettare, sembra un capolettera che i media parlino di “fake news”,da cui la teoria del complotto diventa il modo più logico con cui spiegare le cose.

Le teorie del complotto, non importa quanto assurde, sono un buon modo per semplificare i fatti.
Perchè leggere per comprendere la mole di tecnologia necessaria a portare un uomo sulla Luna quando si può immaginare che tutto si sia svolto in un set, sentendosi pure furbi mentre lo si fa?
Poi se aggiungiamo il fatto che viviamo un periodo storico in cui l’analfabetismo di ritorno è dilagante, si può comprendere perché la lotta contro di esse stia diventando una delle maggiori battaglie culturali a venire.
Anche perché il diffondersi del complottismo va benissimo al potere: non solo perché il diffonderlo rende meno distinguibili sciocchezze e accuse legittime (Trump docet), ma anche perché la sua prima vittima è la controcultura.

Come scriveva Popper “la credenza negli dei omerici le cui cospirazioni spiegano la guerra di Troia è morta. Ma il loro posto è occupato da uomini o gruppi potenti, sinistri gruppi di pressione la cui perversità si presume responsabile di tutti i mali di cui soffriamo”.

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Le fake news sono utilissime al potere, Hermann Göring docet. Il lunacomplottismo almeno ha il merito di non aver ammazzato nessuno.

ignoranza, mancanza di capacità critica, estrema influenzabilità da mass media, scarsa capacità analitica, rifiuto aprioristico di valutare e tarare le fonti dell’informazione…

Non hanno tempo, voglia, e spesso purtroppo neanche i mezzi per informarsi e sviluppare la capacità di valutazione necessaria a renderli più impermeabili all’attecchire delle bufale.

Non è più una priorità nel per le persone ne per il governo.

Purtroppo.

La cosa più assurda, e preoccupante, è che mai prima d’ora nella storia dell’umanità ogni abitante (o quasi) di questo pianeta ha avuto accesso all’intero sapere umano come invece è possibile oggi. Questo dovrebbe portare ad un innalzamento portentoso della cultura media e invece stiamo praticamente assistendo ad un fenomeno inverso.

Sono sempre più convinto che l’intelligenza riservata al genere umano è un valore fisso. Di conseguenza con l’aumento della popolazione l’intelligenza media non può che calare. Non a caso le piramidi sono state erette 5.000 anni fa.

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Ma se lo sanno tutti che le piramidi servono da base per gli ufo…

Comunque, se volete, spariamo un sacco di boiate anche qui https://t.me/joinchat/KOvqQlQEuznvq4uEOUieOw

Per chi non lo conoscesse, il gruppo “semiufficiale” telegram di FA.it

Si può discutere anche li di questi off-topic, senza stare ad intasare il forum con le solite menate (senza offesa per nessuno eh!!! PEACE!)

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C’è sempre stato.
Una volta era relegato in piccole rivistine che parlavano di UFO,di Santo Graal e del mostro di Loch Ness.
Ricordo certi articoli su Hitler che non era morto e stava nascosto al Polo Sud,o sugli Anglo-Canadesi che avevano catturato un disco volante e con la retroingegneria ne avevano costruito delle repliche ed avevano costruito basi sulla luna.
O ancora sui misteriosi “uomini in nero” che mettevano a tacere i testimoni degli avvistamenti di oggetti volanti non identificati.
Oggi il web amplifica queste boiate e fa da cassa di risonanza per milioni di persone,ma il fenomeno in se non è nuovo.

Quindi il genere umano non dimostra più la propria intelligenza solo perché oggigiorno le tombe non pesano piu milioni di tonnellate? Io direi che le opere di intelligenza continuano a esserci (e tra qualche giorno c’è il cinquantenario di una di esse…)

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Se ci fate caso, oggi appena si ha un problema si cerca un amico che lo risolva.
Ho persino sentito dire ad un tizio che lui si faceva amico solo chi poteva essergli utile. Bravo, sarebbe da chiedergli: quando qualcuno cerca te? E per che cosa?
A tutti piace avere l’amico al posto giusto, quello che ti svela i retroscena, scabrosi ovviamente.
Dove abito io c’è un motto popolare, ma che non piace a molti e capirete perché, che dice:
la gata malfidenta, quel la fa, la pensa.
Ovvero, se pensi male di qualcuno è perché tu al posto suo lo avresti fatto. In un mondo dove tutti si definiscono integerrimi quando danno soddisfazione solo al loro egoismo…
Lo stesso vale per i complottisti. Se avessero messo su il teatrino di Apollo, avrebbero imbrogliato per andare sul sicuro. Un falso programma spaziale non avrebbe mai fallito, no? E loro sono precisini e perfettini, quindi lo fanno per finta almeno tutto fila liscio e per aggiungere un poco di suspance ti mettono Apollo 13, tanto è costruito ad arte.
E così su tutto. Apollo, Kennedy, MIB, scie chimiche, Echelon, i politici, la raccolta differenziata, gli immigrati, i vaccini, ecc., ecc.
Direi che viviamo in un mondo di paranoici, di gente guidata solo dalla paura. Di gente che ha una paura fottuta del futuro e che cammina guardando al passato (a quei tempi non succedevano certe cose!) con il sedere in avanti… siete abbastanza grandi per capire il senso. :stuck_out_tongue_winking_eye:

@Starcruiser anche perché molta gente non mette in dubbio le cose perché vuole dissipare dei dubbi ma per dare a te del boccalone che ti fidi delle fonti corrette.

Ed io li accuso d’essere loro in primis truffatori: la gata graffia! Vedessi come s’incazzano, ma non replicano!

Torno su concetti già espressi ma che ho molto a cuore. Non credi allo sbarco sulla Luna perché gli americani sono brutti e cattivi?Potrei dire “benissimo, rimani nel tuo brodo di ignoranza”. Ma quando queste opinioni vanno a braccetto con fandonie su vaccini, immigrati,ambiente dove per le “opinioni” ci scappa il morto, allora divento cattivo.

Ti comprendo.
E’ per questo che spesso mi avrai letto mentre dico che tocca ad ognuno di noi fare divulgazione, ovunque, dovunque e con chiunque. Non è sempre facile e non sempre si arriva al risultato previsto. Parlando di Apollo, per esempio, mai accennare al complottismo. Occorre sempre lasciare che siano gli altri, i nostri interlocutori a farlo, altrimenti sembra che ne parliamo per difenderci, perché sappiamo d’avere la coscienza sporca. Non è così, ma è l’impressione quella che conta. Non tanto a colui che ci accusa, ma per coloro che ci ascoltano. si dice che quando uno cerca di discutere con un matto, poi non si capisce chi dei due è il matto. Poniti in questo contesto, nel contesto di un eventuale ascoltatore terzo. Non c’è bisogno di convincerlo, ma basta fargli sorgere il dubbio che il complottista racconta balle. Non crederà a te, ma nemmeno all’altro. Meglio che niente.

L’esperimento sociale di questi anni certamente segnerà in modo importante il futuro. C’è un limite entro cui i danni causati dal portere in mano a chi non lo merita sono autoriparabili dalla società stessa, passato quello, come purtroppo l’uomo ha mostrato di non capire, scatta un patatrac. Questo giro però forse è più radicale come shock, siamo ad un punto in cui non si potrà più gestire con un controllo positivo dell’informazione la formazione delle correnti di pensiero principali. Non so, la mia opinione verso il futuro non è molto positiva. Questi qui mi sa che sono gli anni migliori della storia del mondo

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No, forse i peggiori.
Ricorda che il futuro lo creiamo noi.
Oggi è di moda guardare indietro nel tempo, demolire il passato recente e glorificare il passato remoto. Poi la moda cambia, si demolirà il passato remoto e si guarderà al futuro con benevolenza.
Pensare che oggi sarà per sempre è sbagliato.
diciamo che la storia ha i suoi alti e bassi. Adesso si vive in basso, quindi spingi, porta su il futuro.

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Siamo nella filosofia…certamente sono anni splendidi, non i peggiori, per nulla. Ecco, forse 5-10 anni fa c’era un’economia un pelo migliore, ma questi sono cicli, tra 5-10 anni andrà meglio da questo punto di vista.
Per il resto, ora chi vuole progredire può farlo con una facilità impensabile solo 25 anni fa, la cultura spazia in ogni dove con la sola volontà di raggiungerla, si viaggia con pochi soldi e in quasi tutto il mondo, la tecnologia consented i comunicare in tempo reale con chiunque e ovunque, questo ha un potenziale enorme sia in positivo che in negativo, per quello dico che chi non merita questo potere può fare grandi danni

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Per I più pessimisti cosmici mi permetto di suggerire un possibile punto di vista alternativo :wink:

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Giusta osservazione.
La differenza con il passato, a mio avviso, risiede nel fatto che coloro che sino all’avvento di internet si appassionavano ad un argomento dovevano necessariamente spendere tempo e risorse personali (ricerche su libri, riviste settoriali, corrispondenza con esperti etc.) in misura tale da limitare il numero dei reali interessati, e scoraggiare l’approccio ai critici negazionisti, muniti di sole facili e sbrigative argomentazioni.
E le fonti reperibili restituivano quasi uniformemente un’immagine “ortodossa” della realtà, quella comumente accettata dalla comunità scientifica (le teorie estremistiche faticavano a trovare fondi ed editori disposti a fare da cassa di risonanza).
Oggigiorno, dove una veloce ricerca in rete consente a chiunque di ritenersi “informato” su ogni argomento dello scibile umano, ed al contempo restituisce in pari misura risultati scientifici accreditati e bufale inventate di sana pianta, il lettore meno attento o magari incline al sensazionalismo sarà portato a dare fiducia alle seconde, e a screditare i primi.
E il complottista di turno potrà facilmente garantirsi una platea di ascoltatori, e magari seguaci.
Ancor oggi, come in passato, chi invece si prende la briga di approfondire i fatti non tarda a discernere la verità dalle fake news…

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Hai centrato il punto. Il complottismo nasce ed e’ alimentato dalla paranoia. Paranoia che rende difficilissimo, se non impossibile nella maggioranza dei casi, il confronto, e che impedisce al “complottista” di vedere i propri errori, anche nel caso delle teorie piu’ strampalate.
Paranoia che spinge all’isolamento nella propria bolla complottista e alla negazione di qualsiasi critica esterna da una parte, e a creare dei legami intensi con chi la pensa nello stesso modo, dall’altra.
A questo si aggiunge la “frustrazione da omologazione”: l’aderire a una teoria complottista rende “anti-conformisti”. In questa logica i non complottisti diventano “omologati”, schiavi del potere, insomma delle pecore stupide e ammansite, mentre il complottista si identifica nella pecora nera, quella che esce dal gregge, tramite la conoscenza, e quindi superiore. Insomma, il credere in un complotto rende speciali, in un mondo omologato e mediocre.
Ogni critica esterna diventa una conferma del proprio essere speciale.

Riuscire quindi ad intaccare questo circolo vizioso e’ alquanto difficile, anche perche’ raramente il complottista ammette di essere complottista e paranoico: il piu’ delle volte non dira’: “non credo nell’allunaggio”, ma piuttosto: “quella foto e’ sospetta”; non dira’ mai di essere sicuro della propria tesi, ma dira’ semplicemente di essere una persona che, con spirito critico, si fa delle domande su una verita’ imposta

Senza volere aggiungere “entropia” al discorso ma mi sembra doveroso dire che il “complottismo” in quanto categoria mentale di certi individui, è sempre esistito.

L’unica differenza con i tempi moderni è che Internet offre un’enorme cassa di risonanza alle teorie complottiste consentendo loro di raggiungere un gran numero di persone.
Tutto qui.

Del perché poi una persona debba essere complottista, questa è un’altra storia…

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Alla fine un modo per spizzarli è di scambiarsi i ruoli. Spesso usano la frase… lo sanno tutti che… Appunto, ma non tutti sanno che… Rispondiamo noi nel confronto diretto. Se vanno sul personale io sfodero la Gata e dimostro che i primi a truffare sono loro (e il giro di soldi dietro le loro pubblicazioni). Però il vero metodo è quello umano. Chi ne capisce di vita vera e di romanzi capisce subito che il complottismo è un fumetto adolescenziale.
Ma se il complottismo non viene tirato in ballo in un confronto di opinioni, non nominatelo mai.