Perdita di pressione nella Soyuz MS-09

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#81

Alberto, mi sembrerebbe un longherone, comunque una struttura di rinforzo. Potrei addirittura immaginare due differenti strati di metallo nel foro, il pezzo in primo piano e poi la parete.



#82

Nella foto con la riparazione fatta si vede meglio la configurazione delle piastre di metallo…

Qui qualche immagine trovata sul web del modulo orbitale, che mostra abbastanza bene come sia fatta la “parete” del modulo.
Si vedono bene i longheroni di rinforzo dove sono aperti i fori ovali di alleggerimento, e la sottile parete in alluminio.

Qui siamo dalla parte opposta a quella dove gli astronauti hanno lavorato alla falla (si veda il tweet qui sotto per riferimento)


#83

"Il foro individuato era descritto con un diametro di circa 2 mm ma non sembrava essere un foro passante in quanto il metallo era descritto come dietro al foro.

https://www.nasaspaceflight.com/2018/08/soyuz-station-leak-no-threat-repairs-continue/

Non so come valutate questa fonte ma, se è corretto, si può dedurre che ci sono almeno due strati di metallo. E che c’è almeno un altro foro nella parete esterna.


#84

Oppure che la parete esterna non è di contenimento e quindi bucata o no non fa differenza. Come dicevo, senza conoscere come è fatto il modulo orbitale della Soyuz, ogni ipotesi non è altro che speculazione.


#85

Non lo faccio tutto il giorno e tutti i giorni, ma mi capita spesso di lavorare dell’alluminio… e un’idea me la sono fatta, per quanto può valere.

I segni cerchiati in rosso sembrano sempre fori di trapano, però applicati con un’angolo diverso e una spinta maggiore e quindi più “precisi”.
In giallo sono “sicuramente” segni di punta di trapano che scivola senza riuscire ad “aggrapparsi” al materiale, posso farlo su uno scarto e mandarvi una foto lunedì, purtroppo succede quando si lavora in posizioni scomode.

Secondo me il foro era “quasi passante”, ad esempio capita spesso lavorando a CNC che forando una lastra SOLO per lo spessore esatto ci si ritrovi una specie di piccolo diaframma spesso pochi decimi… generalmente con un punteruolo salta via, a volte si riesce anche a “strapparli” a mano.
Segnato in blu è il punto in cui si trovava questo diaframma per me e, sempre IMHO, il materiale successivo potrebbe essere semplicemente il “materiale di riporto” che si accumula normalmente sul bordo del foro di uscita e che di solito viene eliminato con una punta da svasatura.
il mezzo newton di spinta è compatibile con la rottura improvvisa dopo mesi di indebolimento di un “dettaglio” così debole.

I segni cerchiati in verde sembrano abrasioni provocate toccando con il mandrino, il segno è diviso in 2 e vista la brutta rigatura nella parete del foro (nella mia immagine modificata il segno è un po’ nascosto dal cerchio blu) sembra abbastanza probabile che lo stesso sia stato eseguito in 2 tempi.

Un’ultima osservazione che vorrei fare è che il foro di alleggerimento sul longheroni è verniciato anche sul bordo del taglio, non conoscendo la costruzione delle Soyuz potrei “spararla grossa”, ma ipotizzando una struttura realizzata in avional o ergal è comprensibile il voler proteggere la lega dall’ossidazione con una vernice protettiva DOPO aver praticato tutte le lavorazioni meccaniche necessarie.
Anche se il foro in questione avesse dovuto essere eseguito successivamente, è improbabile che non venga riverniciato o filettato e che comunque i segni degli errori non vengano coperti a pennello.

Entrando ancora di più nelle speculazione direi che ad un lavoraccio del genere trovo solo 2 possibili motivazioni:

  • Un lavoratore particolarmente inesperto che doveva eseguire quel genere di foro da un’altra parte della struttura viene “fermato in tempo” da un collega. Magari sembrando non passante e volendo evitare conseguenze immediate ha semplicemente omesso l’intera faccenda e verosimilmente l’ha occultata poco dopo montando i pannelli imbottiti.
    Cercando foto su google del modulo orbitale in quella zona c’è una manigliona montata proprio sul longherone!
  • Un sabataggio… lo so che è un po’ ardita come ipotesi, ma mi sono fatto l’idea che questa “sequenza” di segnacci attorno al foro siano dovuti alla fretta e alla paura di non farsi vedere uniti magari alla scomodità di raggiungere un punto particolarmente “remoto” in cui i lavori erano già stati terminati.
    Questa ipotesi potrebbe anche spiegare il foro eseguito in due tempi e, d’altra parte, non so come sia finita ma si è parlato di cause simili per il crash di un Proton M pochissimi anni fa.
    A “sfavore” invece sta il fatto che non si capisce che cosa ci si aspetti di ottenere con un atto del genere e il fatto che sia difficile ottenere un “foro sbagliato”, come ho descritto qualche riga addietro, apposta e a mano libera anche controllando ripetutamente la profondità in corso d’opera.

L’ho già detto che sono mie speculazioni di poco conto? :slight_smile:


#86

Se è ripeto se, e lo sottolineo pure, trattasi di sabotaggio non andrei a pensare a “cosa si pensava di ottenere con un foro così in quel punto” l’idiozia Umana in quelle situazioni ti spinge a fare qualcosa senza ragionarci troppo, l’unica idea è “gli buco la parete pressurizzata in una parte coperta con dei blankets” al limite poteva pensare di metterci un po’ di chewing-gum per farlo accadere non subito e passare i test a terra. Nulla più.

Ovviamente speculazione personale gratuita e molto probabilmente inutile e sbagliata


#87

Grazie per l’analisi, mi sembra che tutto abbia senso. Non capivo cosa fossero i segni che tu hai cerchiato in verde, la sfregatura col mandrino ci sta tutta.

L’altra cosa interessante che hai scritto riguarda la verniciatura dei buchi di alleggerimento: significa che quel buco è stato fatto “tardi”.

Oltre alle tue ipotesi, io ne aggiungerei una terza: un errore in integrazione documentato e riparato alla veloce perché c’era pressione manageriale per lanciare in tempo.

Purtroppo mi è capitato spesso di vedere cose del genere: si verifica un problema in fase di test, aprono un NCR (Non Conformancy Report), minuta di NRB (NCR Review Board): “La riparazione come si deve costa x e comporta un ritardo y, ma se facciamo così ritardiamo il lancio di y settimane e ci costa molto di più. Che possiamo fare? Ci sarebbe quest’altra soluzione, non è molto sicura ma non comporta ritardi al lancio…”

E se è veramente andata così potremmo anche non saperlo mai… fanno fuori qualche testa, ma non vanno certo a dirlo agli Americani o alla stampa

Un’ultima cosa: io non credo al sabotaggio. Quel buco è nel posto "migliore’ in cui potesse essere, ovvero nel modulo orbitale e in un zona facile da raggiungere per gli astronauti. Se volessi sabotare farei un buco nella capsula, dietro della strumentazione o struttura secondaria e con una punta più grande di 2 mm


#88

In sintesi non si tratta di un danno da micrometeorite ma da utensile dalla parte interna.

Rimane da capire se è stato fatto a terra, cosa a mio avviso quasi certa, o durante questi tre mesi in orbita.

Se è stato fatto a terra può darsi che la pressurizzazione questi mesi abbia tenuto parzialmente grazie alla coperta termica interna, poi qualche micro spostamento della coperta potrebbe aver infine liberato la falla.

Oppure è stato un cosmonauta durante una delle innumerevoli operazioni di manutenzione che si fanno a bordo, solo che in questo caso mi chiedo, visto che la cosa è stata tenuta nascosta, perché non abbia fatto lui stesso una riparazione di fortuna…

Comunque, visto che ogni operazione svolta nella capsula sia a terra che in volo è accuratamente monitorata, presto salterà fuori la spiegazione e qualcuno passerà un guaio serio.


#89

Vengono usati trapani per le attività di manutenzione sulla ISS?


#90

Nel forum di NASASpaceflight viene fatta un’ipotesi strana. Il foro è stato realizzato da un astronauta per consentire l’analisi con sonda endoscopica. Da qui le proteste del capitano della ISS.
Questa ipotesi nello stesso forum è stata giudicata impossibile perché nessuna procedura può prevedere di bucare lo scafo


#91

Se fosse stato un cosmonauta durante la missione non vedo perché non avrebbe dovuto segnalarlo subito - non credo si facciano problemi di questo tipo per “imbarazzo”, tanto più sapendo che si tratta del modulo orbitale della Soyuz…non della parete di un modulo permanente, magari pure di un’altra Agenzia :grinning:

Anche io propenderei molto di più per un errore a terra…non sarebbe purtroppo la prima volta che si solleva il velo su qualche comportamento superficiale nell’assemblaggio dei veicoli russi.

Ma secondo voi è possibile che il maldestro trapantore abbia combinato questo pasticcio e che in seguito nessun altro collega abbia avuto modo ispezionare anche solo visivamente quell’area prima che venisse coperta negli assemblaggi finali? Oppure dobbiamo pensare che a terra lo sapessero diverse persone e che si sia deliberatamente deciso di non fare nulla? Alla fine una riparazione a terra non credo sarebbe stata poi così onerosa…ma forse semplifico troppo, non so quali sarebbero le procedure in caso di una anomalia simile riscontrata nella preparazione di un veicolo.


#92

Sempre che un NCR sia stata mai aperta…
Visto l´andamento del controllo qualitá russo non mi sorprenderebbe che ci sia la possibiliá che sia una non conformitá non tracciata.


#93

Cambiando un po’ discorso, come si cercano le fughe a bordo? A parte isolare i compartimenti e vedere quale scende, ci sono dei cercafughe? a ultrasuoni? Accendere una candela e vedere dove va la fiamma mi sembra poco pratico :smiley:


#94

Esattamente
L’ho provato quando ho fatto il training a Houston (momento nostagia :cry: ), pensavo di averlo anche fotografato ma non trovo neanche una foto


#95

Immagino siano molto simili agli strumenti usati per controllare saldature e crepe…

Ripensandoci mi sembra sempre meno probabile, ma un sabotaggio non per forza deve essere fatto con quella “cattiveria” che suggerisci… se le cose sono andate così probabilmente l’obiettivo era sollevare questo polverone, non fare danni gravi/gravissimi.
Magari abbastanza rumore per far saltare qualche testa sgradita, per avanzare pretese, per far perdere contratti… in caso, comunque, non lo sapremo mai.

per assurdo immagino che tentare di fare un foro come questo in posizione scomoda in microgravità possa portare facilmente a “pastrocchi” come quelli visti in foto.
E, sarò prevenuto io, ma non mi viene difficile pensare a qualche operazione fuori da ogni operazione standard proposta da Mosca, la storia sovietica/russa ha visto cose a volte di rara inadeguatezza nel settore aerospace.
Però manca qualsiasi motivazione plausibile.


#96

Personalmente penso che l’idea di un’azione volontaria di uno degli astronauti sia insostenibile sotto ogni punto di vista.
Volendo indagarla come un delitto, servirebbero movente, occasione, mezzi.

  • Nel primo caso non so proprio cosa potrebbe motivare un astro/cosmonauta ad un atto di auto-sabotaggio che mette di fatto a rischio la missione, il programma ISS tutto e volendo anche la vita dell’equipaggio. La sola testa a saltare sarebbe la sua e forse quella del responsabile della selezione degli astronauti, a terra.
  • Secondo e terzo elemento, l’ipotetico sabotatore avrebbe dovuto aspettare o procurarsi un’occasione per usare un trapano relativamente potente (che genera rumore, vibrazioni e trucioli metallici che non spariscono facilmente, li ritroveremmo nei filtri dell’impianto di circolazione dell’aria) oppure forare senza farsi udire ne’ insospettire gli altri con le vibrazioni. Non mi risulta che a bordo ci siano trapani diversi da quello delle EVA e non credo che agli astronauti sia mai stato chiesto di trapanare per perforare qualcosa come attivita’ di manutenzione ordinaria.

Sarei cauto quindi nell’indugiare troppo sull’ipotesi dell’auto attentato e penso che per il rasoio di Occam e visti i precedenti incidenti nel controllo qualita’ che si sono registrati da parte dei russi, si tratti di un lavoro maldestro fatto a terra e rattoppato alla meglio.

Quello che mi spaventa di piu’ pensare sono invece le implicazioni in termini di fiducia e collaborazione futura tra le due potenze spaziali, con l’orso russo che sembra ormai avviato in un circolo vizioso senza grosse speranze di ripresa (salvo un’impennata del prezzo del gas combinato a inverni rigidissimi…) senza un deciso e profondo cambio di rotta e mentalita’. Voi oggi volereste a cuor sereno su una Soyuz?


#97

Cercando di guardare il lato positivo, spero che questo incidente dia uno scossone alle parti russe coinvolte.
Finché un Proton fallisce sono guai loro, ma ora il problema tocca partner internazionali che potrebbero avere tutto il diritto di richiedere ulteriori controlli e, forse, modifica delle procedure. (Non lo so, potrebbero farlo?)
Personalmente faccio fatica a vedere intenzionalitá, non conviene a nessuno. Proprio in quest’epoca in cui gli U.S.A. si stanno preparando a lanciare navette crew nazionali, una dimostrazione di inaffidabilità del programma Soyuz è l’ultima cosa di cui Roscosmos ha bisogno.


#98

Credo che quelli siano avvitatori.


#99

Marco, un’idea che mi sono fatto basandomi sulle foto ma che non so quanto realistica.
Dalle foto postate qui sembra anche a me che quello sia un longherone, immagino incollato o saldato sulla pannellatura vera e propria di tenuta, dubito che il longherone serva come tenuta di pressione, piuttosto la pennellatura su cui è posto.
Se quello fosse un foro fatto in fase di produzione per un controllo boroscopico? Magari non “standard”, per qualche motivazione è stato fatto in quel punto, non è così inusuale effettuarli per controllare la parte retrostante e 2mm mi sembra una misura compatibile per questo tipo di foro. Se così fosse però la perdita reale non sarebbe provocata direttamente da quel foro ma sarebbe in un qualsiasi punto nella parte retrostante il longherone, sulla pannellatura, e il foro metterebbe esclusivamente in “comunicazione” l’area danneggiata con l’ambiente interno.


#100

Osservazione dal mio passato militare. Rafforzativa della ipotesi-BigShot, semmai ce ne fosse bisogno. Un foro di proiettile in uscita ha delle “bave” estroflesse qualsiasi sia il metallo e lo spessore attraversato. Inoltre il condotto che crea rimane liscio, non zigrinato. Un proiettile non perfora il metallo come una punta, lo scioglie.