Presentate le tute spaziali per il programma Artemis

La scorsa settimana NASA ha presentato le due tute spaziali della “generazione Artemis”.
Si tratta di una tuta per EVA, basata sul prototipo “Z” (di cui abbiamo parlato 5 anni fa su queste pagine) e di una per IVA/sopravvivenza.

Ecco il filmato NASA della presentazione…

… e l’ottimo commento di Scott Manley

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Ho visto ieri questo video e la curiosita’ che mi e’ sorta e’:

Ma quanto pesa? Sulla Luna e su Marte a gravita’ ridotta ho piu’ inerzia ma tenerla su e’ fattibile… ma con la gravita’ terrestre come fa questa ragazza sorridente e non particolarmente muscolosa a portarsela in giro cosi’ con nonchalance?

Forse l’hanno spiegato e mi e’ sfuggito…

Interessante la buona visibilità laterale da parte dell’astronauta.

Non credo si tratti di un esemplare completo e funzionante. Probabilmente il backpack è vuoto e mancano tutti i sistemi di supporto vitale.

Esteticamente è un po’ goffa, complice anche la scelta dei colori, ma fin tanto che è funzionale…mi chiedo se siamo di fronte a un design già definitivo o solo a un passaggio in sviluppo.

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Non ho visto tutto il video, ma ho 2 domande:

Durante la presentazione la tuta non sembra prssurizzata, giusto? (anche perché la modella parla subito dopo 1 minuti senza casco con dei ragazzi nel backstage) e ache pressurizzandola a terra, si avrebbero delle differenze nella mobilità?

Ma NASA non aveva espresso la volontà di mettere al vaglio le soluzioni proposte da diverse aziende private per queste tute? Questa è un progetto proprio?

Sicuramente l’architettura “meccanica” e’ gia’ a buon punto. Viene dimostrata la mobilita’ delle varie articolazioni con un solo grado di liberta’ ad anello tranne che il ginocchio. E si conferma che per le superfici planetarie la direzione e’ quella di accedere allo scafandro da dietro, come se fosse un piccolo veicolo e come le tute russe, mitigando grandemente in questo modo il problema di contaminazioni, polveri e perdite di aria.

In quest’ottica neanche i guanti dovrebbero essere removibili al contrario di quanto visto nel video. La tuta e’ agganciata al rover o alla stazione per il backpack, un vero e proprio docking. E dallo sportello posteriore sul backpack entrano ed escono gli astronauti senza bisogno di airlock.

Probabilmente sono molto piu’ avanti di cosi’, questi elementi erano gia’ abbastanza acquisiti.

Comunque il design delle tute per esplorazione planetaria diverge sempre di piu’ da quelle per EVA orbitali e, ovviamente, da quelle necessarie per motivi di sicurezza durante il lancio. Mi chiedo se in futuro il pericolo di depressurizzazione sara’ considerato sotto controllo con altri metodi e si potra’ arrivare di nuovo a rinunciare a queste ultime come una volta, lanciando gli astronauti con abbigliamento “normale”.

In questo caso come si gestiranno le differenze fra dimensioni e “forma” delle mani degli astronauti? I guanti per EVA sono fatti quasi su misura per ogni astronauta e rappresentano un elemento critico come ci ha ben spiegato Samantha nel suo libro.

Non ne ho idea, ma e’ abbastanza evidente che in caso di utilizzo della cosiddetta “suitport” non e’ possibile togliere i guanti ne’ nessun altro elemento che depressurizzerebbe la tuta.

Direi che questo e’ uno degli elementi che piu’ caratterizzano questa nuova generazione di tute planetarie.

Dove hai trovato o sentito questo riferimento? E soprattutto, perché dovrebbero fare guanti, o gambe, o braccia, di misura unica e non separabili? Non credo proprio saranno selezionati astronauti tutti della stessa taglia…

Inoltre, e mi scuso se sembro polemico, la suitport non è nominata nel video. Sarebbe opportuno, credo, ragionare sui fatti esposti dalle fonti certe (cioè da NASA), prima di tutto.

La tuta in questionel la xEMU, pare nasca modulare…

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La tuta era pressurizzata. Lo dichiara Bridenstine stesso qui (il video parte al minuto preciso).

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Se ho capito bene, la tuta era sotto pressione, ma probabilmente solo con normale aria atmosferica ed il backpack era solo un dimostratore. Infatti poco dopo l’ingegnere si allontana per tornare ad appoggiarsi ad un apposito sostegno e rimuove il casco per prendere fiato e concedere una breve intervista. Evidentemente aveva nella tuta la quantità d’aria sufficiente a fare una dimostrazione di una decina di minuti (il video parte al secondo esatto).

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Ho fatto una rapida ricerca, il requisito di supportare le suitport e’ stato cancellato nel 2017 per semplificare il design, mi era sfuggito questo dettaglio e davo per scontato che questa tuta avrebbe potuto operare anche con le suitport come previsto inizialmente, nel qual caso (e solo in questo caso) non si sarebbero potuti rimuovere i guanti se non rientrando da un airlock in un ambiente pressurizzato.

Fonte:

8/21/2017 C. Campbell -Significant restructuring of content to move the schematic
update details and history to CTSD-ADV-1205
-Removed suit port from the operations description
-xEMU Schematic, descriptions, and operations updates for
PLSS 2.5 design

3.1 SUITPORT CONFIGURATION
DELETED
The suit port configuration was removed from xPLSS requirements and is no longer being pursued.

Nella presentazione non hanno citato la suitport mi pare neanche per dire che l’hanno cancellata ma il requisito una volta c’era.

Posto che le suitport non sono ancora previste, perché dovrebbe essere un problema assemblarla in base alle esigenze in un ambiente pressurizzato e uscire da un normale airlock per la prima EVA?

Qualche interessante screenshot dal documento PDF pubblicato nel bando di richiesta di interesse a produrre le tute rilasciato negli scorsi giorni da NASA.
Vi sono documenti molto più approfonditi ma sono al momento bloccati e serve essere registrati come “fornitori” di NASA per potervi accedere :confused:

E per finire, un bel B-roll assolutamente da non perdere sulle tute xEMU e sul loro sviluppo nel corso degli anni.

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Queste tute lunari,nel caso di prime missioni “dirette”,cioè senza modulo di ascesa riutilizzabile e senza passare dal Gateway, dovranno necessariamente essere “a perdere”.
Dovranno cioè essere lasciate al termine della missione lunare a bordo del modulo di ascesa che a sua volta verrà abbandonato.
Pensare di riportarle a terra nel modulo di comando di Orion non credo sia fattibile; sono troppo voluminose (e sarebbero tre).
L’alternativa avrebbe potuto essere,almeno per le prime missioni,una tuta IEVA (intra ed extra veicolare) che però avrebbe dei limiti per quel che riguarda la mobilità.

sempre ot, per dire che in caso di suitport un design modulare è possibile ma non nel senso che a bordo hai 20 tute diverse assemblabili con tutte le combinazioni. Il vantaggio è che puoi non avere un airlock o averlo molto molto piccolo, e che non porti sporco dentro. Nel momento in cui devi assemblarla, vuol dire che è all’interno della nave per cui deve uscire da un airlock la prima volta. Una volta usata e sporcata (in caso di uso planetario) rimane bloccata sul suo attracco, eventualmente scartata una volta che l’astronauta rientra, chiude il portello della tuta e la libera dalla sua flangia con un meccanismo. Mi sembra poco utile

Per dimostrare la flessibilità delle tute, si gioca a baseball (però non vedo la corsa…)

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