Presentato New Glenn, il nuovo lanciatore di Blue Origin

Segnalo questo ottimo video di Everyday Astronaut dove si entra in dettaglio nella configurazione di New Glenn

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Finalmente si vede qualcosa di concreto! :star_struck:

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Diosantissimo che bestia … è praticamente una piscina :flushed: :astonished: :sweat_smile:

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Ma cosa vogliono lanciare con New Glenn?

Mi viene da pensare solo infrastrutture per basi lunari… un super-LEM intero…

La costellezione di Bezos, satelliti in lancio duale in GEO/GTO. Con 13000 kg verso GTO con riuso del primo stadio si può fare molto.

SpX sta per ampliare il fairing del FH. Un super fairing (inteso come volume) non riesco a capire a cosa serva..

Credo new Glenn punti allo stesso mercato di Falcon 9, Ariane 6 e Falcon Heavy: satelliti superpesanti o lanci multipli.
Per l’ogiva (fairing) da 7 metri, puntano anche a farci stare satelliti che non devono essere ripiegati come origami da parte del costruttore del payload, che ha un paio di metri extra con cui giocare e probabilmente inserire meno snodi/automatismi nel satellite.
Avete presente il cinema che deve fare JWST per entrare nell’ogiva di un Ariane 5? Ecco.

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Corretto ma io - privato (e nemmeno Bezos) costruisco un razzo per un singolo caso a meno che tu non sia la tripletta congresso/nasa/sls che ha speso tantissimi soldi e non è un privato e comunque viene criticata per questo (ma essendo manned ci può stare che si spenda)

Quindi vuol dire che un privato vede un business case (tanti lanci = almeno 8-10 all’anno) di roba grossa o multipla (ma significativamente multipla ovvero doppi e comunque grandi sennò lasci il fairing vuoto)

I grossi “autobus” telco come eutelsat stanno sparendo… da cui SpX che ha un business case sulle costellazioni…

Quindi o anche Amazon fa una costellazione o altrimenti trasporto verso la luna (perché un rilancio alla grande dei satelliti scientifici non lo vedo, vediamo se si salva WFIRST…)

Secondo me Luna…

Moduli di stazioni spaziali.

Quelli o li fai gonfiabili o il volume serve.

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Come SpaceX con il suo investimento su Starship, anche Blue Origin sta scommettendo su una possibile domanda in una specifica fascia di mercato.
Non abbiamo i loro rationale in mano quindi e’ assai difficile fare un commento che abbia senso, per me. Di certo avere un fairing bello grosso ti abilita a fare una serie di cose. Dentro ci stanno anche satelliti piccoli, ovviamente, ma anche roba della Difesa, che in genere non e’ per niente piccola :slight_smile:

Non ci e’ dato sapere un altro fattore importante: quale sara’ il prezzo di “attacco” di New Glenn. Se Bezos tentasse di ripetere il modo con cui Amazon si e’ presa certi mercati, cioe’ operando per lungo tempo in perdita, ne vedremo delle belle in termini di concorrenza.

Come detto in passato, secondo me nessuno degli attori sul mercato si prendera’ mai il 100% del business (per dire), perche’ nessun operatore ama mettere tutte le sue preziose uova in un solo paniere. Ma questo non toglie che con prezzi al livello giusto, un operatore sat se ne strafreghera’ di lanciare con SpaceX perche’ sono piu’ “cool” o perche’ sono stati i primi a recuperare il primo stadio nella storia dell’astronautica.
Se Blue Origin offrisse lo stesso servizio a 30% del costo in meno (o facendosi carico dei costi assicurativi, per esempio), qualcuno peferira’ BO a SpX di sicuro!

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Ma anche se BO offrisse lo stesso servizio al 30% in piu’ di SX, si prenderebbe la sua fetta di mercato per i motivi che hai detto, uova e panieri, oltre che potere contrattuale.

Io se fossi una terza parte mi metterei ad investire pesantemente in applicazioni spaziali solo se per il lancio so di poter fare una gara e non avere un unico attore monopolista.

A maggior ragione attori militari/pubblici, che per motivi strategici e legali devono avere piu’ alternative e fare le gare.

A maggior ragione dato che il costo del payload, salvo consumabii e poche eccezioni, e’ in genere molto superiore a quello del lancio, e cosi’ restera’ per il prevedibile futuro se i costi di lancio calano.

Già.
Se, come si sta iniziando a promuovere, il LEO diverrà entro breve terra prevalentemente “privata”, per portar su moduli e stazioni spaziali scientifiche, industriali o turistiche che siano, i vari FH, Starship e New Glenn saranno praticamente necessari viste le loro capacità di carico (soprattutto quanti a volumi).

https://twitter.com/blueorigin/status/1235566551534678016?s=19

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Continuano i video…

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Presentata anche la Mission control room

https://www.theverge.com/platform/amp/2020/3/11/21174695/blue-origin-mission-control-new-glenn-rocket-factory

La NASA assegna a Blue Origin un contratto per i servizi di lancio del New Glenn

https://twitter.com/thesheetztweetz/status/1339323449265807360?s=19

https://twitter.com/thesheetztweetz/status/1339324121902092289?s=19

https://twitter.com/blueorigin/status/1339325052567871490?s=19

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Non avendo il New Glenn ancora effettuato alcun lancio, per ora esso potrà competere solo per lanci di Categoria 1 per payload di Classe D, ovvero missioni molto economiche e rimpiazzabili, come le missioni SMEX (TESS, ICON…).


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tour dello stabilimento di produzione di New Glenn

https://twitter.com/blueorigin/status/1364968313047162880?s=19

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Blue Origin mostra l’edificio destinato ad ospitare i test sul primo stadio di New Glenn

https://twitter.com/blueorigin/status/1364968720364429317?s=19

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Rinviato a fine 2022 il primo lancio del New Glenn. Complice anche la decisione di Space Force di non affidarsi a questo lanciatore, che ha causato una ingente perdita economica (si parla di 3 miliardi di dollari)

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