Rilasciato il rapporto NASA sulla morte dell'equipaggio del Columbia

Non l’ho scritto io, c’è scritto sul rapporto… poi se vuoi crederci o no fà un po’ tu…
E come già detto non è imperizia e superficialità, semplicemente si tratta di scelte personali, non ci sono regole precise.

Per quanto riguarda i guanti delle tute, facendo un confronto con i piloti militari, ritengo improbabile che gli stessi causino fastidi nella fase di rientro. sono studiati apposta e quindi dovrebbero dare la sufficente comodità e sensibilità richiesta in tali fasi.

I piloti militari non hanno da sfogliare tomi di checklist, scrivere quello che viene inviato da terra e gestire un discreto cockpit mentre l’aereo rientra dall’orbita con temperatura esterna a migliaia di gradi…

In pratica: se per qualche motivo la capsula non fosse più in grado di rientrare sulla Terra, vuoi per malfunzionamenti o per altro, è stata studiata una missione o procedura di emergenza? Ci sarebbe la possibilità di inviare in orbita una missione di soccorso?

Probabilmente no come non è mai stato fatto per nessuna capsula… (sicuramente non per le missioni lunari).
Qui le procedure d’emergenza:
http://www.forumastronautico.it/index.php?topic=8228.0

- Le attuali tute ACES sono state sviluppate e adottate dopo che l'attuale cockpit venne disegnato e costruito. In molti casi le operazioni che l'equipaggio deve eseguire sono difficoltose indossando la tuta. Molti sceglono fra il non indossare completamente la tuta e lo svolgere nella maniera corretta tutti i task richiesti la seconda, non indossando in particolare i guanti. -Il periodo di preparazione della cabina per il rientro è così pieno di task che non sempre si riesce ad indossare completamente la tuta prima dell'entrata in atmosfera. -Gli attuali caschi delle ACES non sono conformi non offrendo un'adeguata protezione alla testa e ritenzione al collo sollecitato da carichi dinamici. - Le tute ACES non hanno requisiti di resistenza alle alte temperature e al fuoco, ad esempio in parti in nylon come l'imbracatura del paracadute o gli scarponi. La tuta non sarebbe in grado di proteggere gli astronauti in scenari di fuga con la presenza di fuoco o alte temperature.

Ciò che emerge dal rapporto è sconcertante.
Dotare gli Astronauti di combinazioni pressurizzate inadeguate SENZA CHE NEANCHE ABBIANO IL TEMPO ED IL MODO DI INDOSSARLE CORRETTAMENTE è a mio parere gravissimo.
La mia sensazione è che i difetti ENORMI del sistema STS non siano emendabili,e che dotare gli equipaggi di tute dopo la tragedia del Challenger sia stato poco più che un operazione di facciata,perchè in presenza di un sistema di trasporto spaziale così potenzialmente pericoloso in realtà si può fare poco e niente.
Alla luce di ciò,ben si comprende la decisione di tornare alle capsule,
e,a parer mio, ogni eventuale allungamento della vita operativa degli Orbiter dovrebbe essere energicamente rigettata.
Lo Shuttle avrebbe dovuto finire in un museo già da parecchi anni.

:angry:

certo che è davvero incomprensibile immaginare che sull’apollo,con la molto più ingombrante tuta del block 2,riuscissero senza problemi ad azionare leve,levette,interruttori e quant’altro,ma sullo shuttle ciò non è possibile pur essendoci sensibilmente più spazio ed essendo le tute meno ingombranti.

sinceramente spero che il ritorno dell’orion significhi anche un ritorno agli standard di Apollo,sia come sicurezza,che come praticità(e magari con delle belle tutine come quelle che a me piacciono :smiley:)

riguardo al columbia avevo sentito che fin dal primo giorno erano a conoscenza dei danni subiti,ma il pensiero era che fossero cmq spacciati e,tantovaleva,tentare il rientro sperando che tutto potesse filare liscio

probabilmente è esagerata come esposizione,ma è ciò che all’epoca avevo sentito

Scusate ma su Orion ci saranno sedili eiettabili?
Perché altrimenti le raccomandazioni del rapporto saranno vane!
Ovvio che da soli non possono salvare l’equipaggio, mi sembra però che le tecnologie per fare dei sedili tali da salvare la vita, almeno in certe fasi del rientro, ci siano!
Vi ricordate lo scudo termico per il rientro libero di un astronauta?
Le fasi molto pericolose con Orion saranno ridotte, ma il rientro rimarrà sempre il punto critico.
Se si vuole essere più sicuri, un metodo sarebbe estendere lo scudo termico anche al resto della capsula, almeno incrementarlo e adottare sedili eiettabili nel caso di mancata apertura dei paracadute.
Ovvio che si aumentino costi e pesi… ma se si vuole la sicurezza sarà l’unica strada da affrontare!
Altrimenti vorrà dire che la lezione non è servita e il sacrificio degli astronauti è stato vano!
A questo punto si poteva continuare con un simil Shuttle, accettandone i rischi, cercando magari di ridurli e prevenirli come è stato fatto!

Grazie, non avevo ancora avuto il tempo di leggere questi passaggi.
Sembra chiaro che il sottoscritto, come penso molti altri, ci eravamo immaginati uno scenario del tipo: preparazione al rientro / vestizione completa con le ACES / tutti ai propri posti prima della fase più “calda”.
Invece il rapporto dice che non è possibile fare così: sarebbe interessante sapere nel dettaglio i task impossibili da svolgere dopo la vestizione completa. Magari, alla prima occasione, qualche domandina ai “nostri” astronauti Shuttle (mi viene in mente in particolare Cheli che, se non erro, è stato il più vicino alla “condotta” dell’Orbiter) potrebbe aiutare…

Beh le raccomandazioni innanzi tutto non sono un qualche cosa che bisogna applicare senza discussione, se è possibile si applicano, se lo stesso livello di sicurezza o se le stesse lacune sono sopperite in altro modo è del tutto ammissibile non applicarle in nessun modo.
In seconda istanza, come si è discusso in altre parti i sedili eiettabili non sono la panacea di tutti i mali, al lancio non sono utilizzabili e sopra i 100.000ft neanche, in pratica se anche lo shuttle ne fosse stato provvisto le vittime del Challenger e del Columbia sarebbero state le medesime…

Vi ricordate lo scudo termico per il rientro libero di un astronauta?

Funzionava sulla carta… nella pratica non ci si riesce a lanciare in caduta libera da un volo suborbitale di appena 40km…

Se si vuole essere più sicuri, un metodo sarebbe estendere lo scudo termico anche al resto della capsula, almeno incrementarlo e adottare sedili eiettabili nel caso di mancata apertura dei paracadute. Ovvio che si aumentino costi e pesi.... ma se si vuole la sicurezza sarà l'unica strada da affrontare! Altrimenti vorrà dire che la lezione non è servita e il sacrificio degli astronauti è stato vano!

Beh non si è ritenuto utile installare i sedili eiettabili su un mezzo come lo shuttle che volendo lo spazio potrebbe averlo avuto, mi sembra che il peso e lo spazio che si andrebbe ad aggiungere su una capsula con 6 sedili eiettabili sia completamente fuori misura… tra l’altro sono 40 anni che la Soyuz vola senza sedili eiettabili, l’Apollo ha sempre volato senza sedili eiettabili e non mi pare se ne senta quella gran mancanza…

Mi pare, ricollegandosi al commento sopra, che ci si illuda o si veda il sedile eiettabile come la sicurezza assoluta, che con quello installato si possa mettere la mano sul fuoco e senza sarebbe sempre un terno al lotto… non credo sia così, sia per i limiti di utilizzo sopra esposti e qui ribaditi anche da Wayne Hale, sia perchè forse un paracadute in più avrebbe la stessa utilità ma con peso e complicazioni infinitamente minori.

A questo punto si poteva continuare con un simil Shuttle, accettandone i rischi, cercando magari di ridurli e prevenirli come è stato fatto!

Beh mi sembra indiscutibile che Orion come è oggi e lo shuttle come è oggi abbiano livelli di sicurezza abissalmente diversi… e non lo dico perchè sono un sostenitore di Orion…

Torre di salvataggio + sedili eiettabili (per tutti) + scudo termico maggiorato ??
Immagino che la tua sia più che altro una provocazione per porre l’accento sulla questione sicurezza.
Già così hanno problemi di peso, con tutta quella roba in più porterebbero forse su un paio di Astronauti e basta.
E poi: sedili eiettabili come back-up solo per la fase sui paracadute ? Finora il sistema di discesa di tutte le capsule manned ha funzionato egregiamente (tranne per il povero Komarov, ma sappiamo che i problemi erano iniziati ben prima…). Meglio un paracadute individuale ed un sistema di abbandono della capsula tipo quello in uso sullo Shuttle (ammesso che sia utilizzabile nell’inviluppo di volo della discesa di Orion, specialmente in emergenza).
Per lo scudo termico, la dinamica di rientro di una capsula, anche in caso di rientro balistico non controllato, già orienta il modulo correttamente perchè sia esposta all’attrito solo la parte protetta, trovo inutile proteggere anche le altre parti.
Hai ragione sulla sicurezza prima di tutto, ma soluzioni drastiche come queste sono praticamente impossibili da realizzare, per non trovarsi poi con un mezzo sicuro al 99,99% ma, di fatto, inutile.

Siamo ancora nella fase pionieristica dell’astronautica.
I rientri sono sempre stati critici per qualsiasi missione spaziale. Il problema è che andrebbe riconsiderata tutta la filosofia progettuale del modo di mandare uomini a lavorare nello spazio. Nuovi sistemi di alimentazione dei motori. Piu fondi ai programmi spaziali (piu importanti di cio che sembrano). E maggior salvaguardia delle persone piuttosto che dei materiali (che possono essere ricostruiti).
E, parlando di addestramento alle emergenze, prevedere l’imprevedibile. Per citare un esempio: non addestrare un equipaggio di shuttle a salvarsi la pelle durante il rientro solo perche non è mai successo nulla durante il rientro è da mani nei capelli.
L’Apollo 13 ci insegna che appena si crede di “esser nella routine” succede il patatrac: credevano di riuscir ad andar sulla Luna ad occhi chiusi, ormai: sbagliavano, e per “fortuna” il terzetto di astronauti se la cavò.
Ma con gli shuttle non andò così, ne il Challenger ne il Columbia (quest’ultimo veramente vetusto: primo volo aprile 1981! Dico 22 anni!)
Capisco le diatribe sui compiti, capisco la fine della Guerra Fredda, capisco anche forse la fine del Buran, capisco la cronica mancanza di finanziamenti e l’ingombrante presenza dei militari nel programma…ma MAI sacrificare a ciò le persone. Mai,
A ogni nuovo errore che faranno, moriranno uomini a carrettate di 7 per volta. Vogliamo battere un record?
Sto seriamente riconsiderando l’utilità dello shuttle: è stato bello, ce l’abbiamo fatta (dopo anni di wide-body, flying-wings e dyna-soar) ma è ora di tornare a fare i seri (e gli umili) e forse l’Orion è davvero la risposta giusta e, paradossalmente, magari trovandosi di fronte a una capsula (di disegno simile all’Apollo) si attiveranno nei cervelli dei responsabili quei meccanismi di allerta che impediranno loro di sedersi sugli allori. Ossia, si tornerà a capire di essere pionieri.
Degli shuttle visitabili internamente farebbero scintille in qualsiasi museo: facciamolo quindi quanto prima.
Poi a uomini su Marte penseremo solo quando avremo una stazione spaziale in orbita alta e un sistema di propulsione valido e pratico.
Poi stavo anche pensando…ma nn sarebbe stato piu economico mandare nello spzio i moduli della ISS con vettori unmanned piuttosto che con gli shuttle?
Insomma gli shuttle sono solo pubblicità?

Questo non ha assolutamente influito sull’incidente, fosse stato costruito 1 anno prima sarebbe andato distrutto in egual modo… un aereo o shuttle di 22 anni non è come una macchina di 22 anni…

Sto seriamente riconsiderando l'utilità dello shuttle:

L’utilità è una cosa, la sicurezza un’altra…

.. ma è ora di tornare a fare i seri (e gli umili)

Non si è mai smesso di farlo, non si farebbe questo mestiere altrimenti…

Degli shuttle visitabili internamente farebbero scintille in qualsiasi museo: facciamolo quindi quanto prima. Poi a uomini su Marte penseremo [b]solo[/b] quando avremo una stazione spaziale in orbita alta e un sistema di propulsione valido e pratico.

E a che serve una stazione in orbita alta?

Poi stavo anche pensando...ma nn sarebbe stato piu economico mandare nello spzio i moduli della ISS con vettori unmanned piuttosto che con gli shuttle?

Economico forse, ma utile assolutamente no, con un mezzo come lo shuttle era assurdo non utilizzarlo, basta fare il paragone con i moduli russi, molto più autonomi, ma anche molto meno ottimizzati…

Insomma gli shuttle sono solo pubblicità?

NO, nella maniera più assoluta, quello che è stato fatto negli ultimi 30 anni ne è la dimostrazione.

??

Non credo sia corretto dire che le cose siano andate così.
Quando viaggi oltre certe velocità a contatto con l’atmosfera, e il tuo mezzo spaziale va letteralmente in pezzi attorno a te, non c’è addestramento che tenga. Puoi solo attendere con coraggio la fine, guardando i tuoi compagni e pensando alla famiglia.
Anche a tute ACES perfettamente chiuse, e se leggi bene tra le pagine del report che parlano dei danni all’equipaggio lo vedrai, i poveracci di STS-107 probabilmente avrebbero avuto qualche secondo / minuto in più prima che gli urti contro le pareti della cabina, e i carichi g laterali, provocassero traumi letali.
Quella situazione non sarebbe sopravvivibile nemmeno con il miglior addestramento.
E se anche fossero sopravvissuti allo smembramento della cabina pressurizzata, sarebbero a loro volta entrati in contatto con l’atmosfera surriscaldata a mach 28, diventando uno dei tanti puntini luminosi, consumati lentamente dalle fiamme.

A pensare che Apollo 13 fosse routine fu il grande pubblico, non certo i controllori di volo della NASA…
Tra le cause del disastro di Challenger e Columbia non si può annoverare l’ “anzianità del veicolo”. Non si può pensare agli shuttle negli stessi termini di una utilitaria!

Le cose sono molto, molto più complesse di così. Non è vero nè giusto sostenere che alla NASA abbiano pensato di sacrificare gli astronauti, magari a loro insaputa, per motivi politici. Forse ai tempi del lancio di Glenn, vista l’affidabilità scarsissima dell’Atlas di allora, gli astronauti accettavano rischi oggettivamente maggiori di quelli che oggi si imbarcano sullo shuttle, ma mai a loro insaputa.

E’ giusto farsi delle domande, ma alcune di queste ultime, scusami, sono un pochino sciocche.
Ti consiglio di approfondire un attimo su qualche testo o anche su questo forum la quantità enorme di cose fatte grazie allo shuttle, conoscerne la storia del progetto, capirne il contesto.
Cos’è per te un “sistema di propulsione valido e pratico”?
A cosa servirebbe una stazione in orbita alta? E alta quanto?
Quale configurazione di massima dovrebbe avere un mezzo spaziale?
E’ il design a determinare le missioni da compiere o vice versa?

Nell’astronautica le cose sono sempre tendenzialmente complesse e complicate. Cerchiamo di ragionare evitando sempre le “scoperte” che si fanno parlando di astronautica al Bar Sport.

No, scusate, questa però veramente… gli astronauti senza tuta al rientro lo posso anche concepire… ma il tizio in piedi, veramente… cioè… neanche negli aerei di linea… voglio dire… rientrare in atmosfera a 25.000 Km/h su un aliante lungo 34m… in piedi!!! (ma era in piedi almeno?)

Non sono un insensibile (anzi!) e mi rendo conto della tragedia… ma sto ancora ridendo!

L’astronauta Mike Mullane ebbe un’esperienza simile che racconta nel libro Riding Rockets.

Paolo Amoroso

P.S.
Non vorrei che il vecchio Mike pensasse che lo trascuro a favore di Wayne Hale.

Certamente! :stuck_out_tongue_winking_eye:

Già così hanno problemi di peso, con tutta quella roba in più porterebbero forse su un paio di Astronauti e basta.

E’ già! Purtroppo, prima o poi, arriveremo forzatamente a fare di queste scelte…

E poi: sedili eiettabili come back-up solo per la fase sui paracadute ? Finora il sistema di discesa di tutte le capsule manned ha funzionato egregiamente (tranne per il povero Komarov, ma sappiamo che i problemi erano iniziati ben prima...). Meglio un paracadute individuale ed un sistema di abbandono della capsula tipo quello in uso sullo Shuttle (ammesso che sia utilizzabile nell'inviluppo di volo della discesa di Orion, specialmente in emergenza).
Vero... ma purtroppo se si vuole garantire sicurezza in ogni fase di volo vanno risolti ed affrontati anche questi problemi.
Per lo scudo termico, la dinamica di rientro di una capsula, anche in caso di rientro balistico non controllato, già orienta il modulo correttamente perchè sia esposta all'attrito solo la parte protetta, trovo inutile proteggere anche le altre parti.

E se non si sgancia il modulo di servizio?

Hai ragione sulla sicurezza prima di tutto, ma soluzioni drastiche come queste sono praticamente impossibili da realizzare, per non trovarsi poi con un mezzo sicuro al 99,99% ma, di fatto, inutile.

Capisco benissimo… ma allora… :thinking:
Valgono i discorsi fatti sopra, i rischi ci sono e forse ci saranno sempre, resta da decidere se andare avanti sulla strada della ricerca della sicurezza ad ogni costo, coprendo ogni possibile eventualità, oppure accettare i rischi, gli incidenti, ed usarli per migliorare il sistema in uso… come si è fatto e si sta facendo con lo Shuttle.
Uno Shuttle più piccolo, con uno scudo termico di nuova concezione come quello dell’Orion, lanciato non i “parallelo” con i serbatoi esplosivi, ma in linea con il vettore, abitacolo separabile con torre di fuga, avrebbe sicuramente una sicurezza molto elevata… anche un rapporto peso/carico utile meno vantaggioso, ma sicuramente… più sicuro.

Lo Shuttle ha contribuito in maniera determinante alla permanenza umana nello spazio, trasportando un numero di persone assolutamente irraggiungibile da qualsiasi altro sistema e permettendo, da 30 ad’ oggi, attività in LEO (EVA, allestimenti di apparati e moduli ecc…) che non si sarebbero potute fare se non nei decenni a venire (da ora), senza contare che, sicurezza a parte, è un sistema perfettamente funzionante dimostrando che “si può fare” e che quindi rappresenterà la base progettuale di molti futuri sistemi (già sta avvenendo);

Che poi l’STS, a causa di compromessi tecnico/politici, sia stato concepito con un approccio concettuale sbagliato… beh, è un altro paio di maniche!

Sicuramente il “sistema navetta” doveva essere fatto in maniera differente… ma è un bene che sia stato fatto!

Non capisco l’intervento… forse mi sfugge qualche cosa… o forse sfugge a te…

Sto riconsiderando l’utilità attuale e, soprattutto, futura dello shuttle.
So cio che ha fatto in 20 anni e so come si è radicalmente insediata nell immaginario collettivo dell opinione pubblica. Ma, ripeto, è stat una bellissima e proficua esperienza, ma che ora va conclusa.

Tutti discorsi bellissimi e ineccepibili ma all’atto pratico la questione è diversa.
Faccio io una domanda.
Abbiamo un ipotetico mezzo che statisticamente offre il 99,9% di affidabilità (percentuale del tutto realistica), abbiamo una soluzione per migliorarne la sicurezza che mi costa un X generico in peso e soldi, questa va a parerare un 1% del gap di sicurezza rimanente (ovviamente quel 0,1% mancante alla “perfezione” sarà portato da tutti i possibili modi di danneggiamento possibili a tutti i sistemi e gli impianti, ne analizziamo uno solo perchè è una soluzione per quel sistema). Ora, applico questa soluzione per qualunque sia il costo X per avere un 0,001% (e quindi una missione in più o meno persa ogni 100.000) di affidabilità in più o valuto attentamente i pregi e i difetti?
I termini numerici credo che come ordine di grandezza possano essere del tutto realistici.

Non so, può anche essere… mi pare di aver capito che un membro dell’equipaggio “non era seduto”(in piedi!?);
ora, in merito alle tute da indossare o meno o sulle procedure di rientro che si devono fare o meno, non ho una competenza sufficente per potermi meravigliare di qualcosa… ma sul fatto che, su un veicolo che si muove, a parte bus e tram (e il LEM per ovvi motivi), si debba stare seduti e “allacciati”… permetterai una certa meraviglia!?
Era solo una esternazione…

Cioè a rinunciare di fatto allo sviluppo dell’esplorazione spaziale finchè non avremo dei mezzi sicuri al 100% ?
Credo di no, e spero di no…

Bella domanda, ma a quel punto basterebbe aver ricoperto, supponiamo, di mattonelle tutta la capsula?
Seriamente, progettare un veicolo che possa resistere ad un rientro atmosferico in qualunque condizione, con qualunque assetto e con qualunque danno, la vedo un pò dura…