Rituali e tradizioni in ambito astronautico

In occasione del 12 /4 al Planetario di Milano ho seguito conferenze cui hanno partecipato Cristoforetti e Usachev: tra le altre cose, Cristoforetti ha parlato di alcuni rituali che gli astronauti seguono scrupolosamente prima di ogni lancio, tipo: firmare un libro nell’ufficio che fu di Gagarin…voi ne conoscete altri oltre a questo e alla famosa pipì sulla ruota? (ma come faranno le astronautesse?)

Per esempio piantare un albero a Star City, deporre fiori alle tombe di Gagarin e Korolev sulla Piazza Rossa, firmare la porta della propria stanza negli alloggi dei cosmonauti, vedere il film Il sole bianco del deserto (cito a memoria il titolo, può non essere corretto) il giorno prima del lancio.

Mi pare che non lo facciano, attendendo in disparte che i loro colleghi uomini abbiano terminato. Se non ricordo male ne parla il libro Dragonfly di Burrough.

Ne parla anche Anhouseh Ansari nel suo libro. Anche lei dovette attendere in disparte il termine delle manovre dei suoi compagni di viaggio… :wink:

lo fanno per superstizione ? non lo sapevo !!!

sì, pare che soprattutto i Russi tengano molto a queste forme di rituali/superstizioni. a me incuriosiscono molto proprio perchè abbinati alle massime vette della scienza!
eh eh li capisco molto bene: anch’io nel mio piccolo, quando devo partorire (ho avuto finora tre figli) indosso sempre la stessa camicia e vado in ospedale con la stessa valigia!!

:stuck_out_tongue_winking_eye: cit. da Fantozzi:
Per me… La corazzata Kotiomkin… è una cagata pazzesca!:stuck_out_tongue_winking_eye:

No, Amoroso no, non lo fare … :facepunch: :facepunch: :facepunch:

Perche’ hai citato il nume tutelare dell’ufficio?

La visione del film il giorno prima del lancio è imposta dal responsabile dell’addestramento, il cosmonauta Guidobaldo Maria Riccardelli.

Oh si si, Amoroso, fallo pure! E picchia forte!

Mah, tradizione o scaramzia, però a Komarov ed ai 3 della Soyuz 11…
Mi tengo la tradizione.

Macchè superstizione, lo fanno perchè poi per molte ore non possono farla se non nel pannolone, quello è l’ultimo posto a cielo aperto per farlo… :flushed: :flushed: :flushed:

pensa che tra le procedure di sicurezza dello shuttle c’è anche che, dopo aver fatto colazione ed essersi vestiti, gli astronauti devono prendere l’ascensore per scendere ed avviarsi verso lo “scuolabus”,ebbene in ascensore ci salgono con due tecnici esperti della stessa, pronti ad intervenire se si bloccasse o succedesse qualcosa proprio in quel passaggio di pochi metri.

do un cent a chi mi dice dove l’ho letto :rage: :rage: :rage: (Paolo Amoroso non può partecipare…)

ciao

Raffaele

Riporto in vita questa discussione (e le cambio leggermente il nome) perché mi sembra interessante il thread che ha scritto Katya Pavlushchenko sulle tradizioni e superstizioni sovietiche e russe nell’ambito astronautico, non solo prima di un volo abitato.

Dice che alcune credenze arrivano dall’aviazione, altre sono nate in epoca sovietica e altre ancora sono più recenti.
Eccole:

  • Una delle tradizioni che proviene dall’aviazione è quella di non dire mai “последний” [poslednij] (l’ultimo) per riferirsi all’ultima esperienza di qualcuno in ordine di tempo, per ovvie ragioni di scaramanzia. Chi lavora in ambienti pericolosi (cosmonauti, pompieri, piloti etc.) preferisce “крайний” [krajnij] (il più recente).

  • Korolev credeva che il lunedì fosse un giorno sfortunato, perciò ai suoi tempi si evitavano lanci di lunedì. Ora non più.

  • Esiste però un giorno in cui davvero non si può lanciare un razzo, ossia il 24 ottobre. Questo perché nel 1960 avvenne la catastrofe di Nedelin in cui morirono 72 persone e nel 1963, tra l’altro nella stessa area, esplose un missile R-9 togliendo la vita a 7 militari. Della catastrofe di Nedelin inserisce anche il video:

  • Ci fu un’epoca in cui gli uomini con i baffi non potevano diventare cosmonauti. Tutta colpa del povero Vitaly Zholobov, di cui abbiamo una diapositiva, che ebbe la sfortuna di accusare troppo il mal di spazio dovendo interrompere il volo dopo soli 49 giorni.
    image

  • Il rituale, prima del lancio, di deporre i fiori sotto le Mura Del Cremlino per rendere omaggio alle ceneri di Korolev e Gagarin lo conosciamo bene.

  • Il rituale di piantare il proprio alberello (un pioppo) sul Viale dei Cosmonauti, così come fece per primo Gagarin, lo conosciamo bene.

  • Porta sfortuna per gli astronauti guardare il proprio razzo durante il roll-out. Un po’ come uno sposo non può vedere la propria sposa nel giorno del matrimonio prima che arrivi all’altare.

  • Gli ingegneri, invece, possono non solo vedere la sposa, ma anche piazzare una monetina sulle rotaie, che porta bene. Poi la recuperano tutta appiattita.

  • La mattina del lancio gli astronauti si tagliano i capelli. Questo più che un rituale è una necessità, dato che non è semplice tagliarli in microgravità. Meglio partire già a posto.

  • La benedizione dell’officiante ortodosso è una nuova tradizione iniziata negli anni '90. Per un astronauta non è necessario riceverla se fa parte di un’altra religione, ma non so se siano mai stati registrati casi di rifiuto. Male non fa.

  • Risolto il mistero dell’incongruenza del film “Il Bianco Sole del Deserto”. Si pensava che la tradizione arrivasse da Gagarin, ma il film è uscito in Russia il 30 marzo 1970 e Gagarin non poteva averlo visto 9 anni prima. In realtà questa tradizione risale al disastro della Soyuz 11. Prima del volo successivo, nel 1973, l’equipaggio della Soyuz 12 composto da Vasili Lazarev e Oleg Makarov guardò questo film e la missione andò bene, perciò viene considerato un buon segno.

  • La mattina del lancio i cosmonauti bevono un bicchiere di champagne. Forse per rilassarsi? :grinning: Katya dice di aver sentito voci di corridoio secondo cui alla crew di backup viene data una piccola coppa di alcohol puro come consolazione. :no_mouth:

  • La firma sulla porta della propria stanza al Cosmonaut Hotel rimane lì per sempre. Girano anche voci che i cosmonauti firmino una bottiglia di vodka che poi verrà aperta al loro rientro. Katya aggiunge che “la maggior parte dei cosmonauti ritiene che firmare qualcosa prima del giorno del rientro porti sfortuna”, non ho capito allora se tutti firmano oppure no.

  • Quando gli astronauti lasciano l’hotel lo fanno sulle note di “The Green Grass Near My Home” della band Zemlyane (I Terrestri) che parla dell’amore di un cosmonauta per il suo pianeta e l’amore della Terra per i suoi figli.

  • Il rito più famoso è quello di fare la pipì sulle ruote dell’autobus che li porta al pad. Le donne portano una fiala con la propria urina, oppure fanno il gesto “a mente” :smirk:
    Questo twitter thread era partito proprio da qui in quanto pare che sulle nuove tute Sokol-M progettate per la navetta Federatsya (o meglio, Orjol) non ci sia la patta. Ma pare che il produttore abbia affermato che se serve per forza si può aggiungere.

  • E’ possibile che ai media non venga mostrata una ulteriore tradizione, un piccolo calcio amichevole dato agli astronauti in procinto di partire da parte del “capo” (:woman_shrugging:).

  • Purtroppo Katya non sa dirci chi ha iniziato la tradizione di portare con sé a bordo un oggetto caro da utilizzare come indicatore di 0-G. Ma forse qualcuno del nostro forum lo sa?

  • Cita anche la tradizione, attuata solo al cosmodromo di Plesetsk, di scrivere Tanya sul razzo, così come ci aveva spiegato @robmastri.

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Curiosamente nemmeno americani e cinesi hanno mai lanciato equipaggi il 24 ottobre.

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Non conoscevo questo lato scaramantico degli astronauti, grazie!
Quella del lunedì è applicabile in molti campi :laughing:

Aggiungerei, come già scritto nel thread della Sojuz MS-10 (a cui va tolta la Y e messa la J sennò i puristi traslatori si arrabbiano):

I cosmonauti si tagliano i capelli poco prima del lancio perchè, per la maggior parte di loro, porta sfortuna tagliarseli in orbita.
Parola di Scott Kelly (nel libro Endurance)

Ecco il passaggio:
“Some of the older cosmonauts, including Gennady, refuse to cut their hair in space, because Sasha Kaleri was cutting his hair when the fire started on Mir.”
:man_facepalming:

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Abbiamo qualche diapositiva:

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Sull’onda dell’entusiasmo del thread sulle tradizioni russe, Herb Baker ha voluto fare lo stesso per quelle americane e si chiede se queste tradizioni rimarranno anche con i futuri lanci privati, e quali altre saranno aggiunte.

Vediamole:

  • La colazione tradizionale pre-volo degli astronauti americani, quando si partiva da suolo americano, era composta da bistecca e uova strapazzate, toast e succo di frutta o caffè o tè. Fu ciò che mangiò Alan Shepard prima del suo primo volo suborbitale del programma Mercury, il 5 maggio 1961 con la navetta Freedom 7. Da lì fu così per tutti gli astronauti successivi.
  • Dalla missione Gemini VI del 1965 fino al programma Shuttle gli astronauti venivano svegliati con la musica scelta dal Controllo Missione. Qui c’è una lista di tutte, ma proprio tutte, le wake-up calls di cui si è a conoscenza:
    https://history.nasa.gov/wakeup%20calls.pdf

  • Prima di un lancio il comandante doveva giocare a carte (Blackjack o Poker) fino a che non avesse perso una partita, così da consumare tutta la sfortuna nel gioco piuttosto che portarsela in missione. Le origini del rituale non sono conosciute, ma potrebbe essere iniziato tutto durante i primi voli Gemini.

  • Il numero 13. Apollo 13 fu lanciata alle 13:13 ora di Houston. L’esplosione del serbatoio dell’ossigeno avvenne il 13 aprile. E poi, volendo andarsela proprio a cercare, Herb va a sommare le cifre della data di lancio 11 + 4 (Aprile) + 70 = 13. Comunque sia, NASA cambiò la numerazione dei lanci Shuttle in maniera da non aver a che fare con un STS-13. L’equipaggio del tredicesimo volo, STS-41C, si disegnò la propria patch scaramantica con il gatto nero. E atterrò senza problemi il 13 aprile.
    [Come mai Wikipedia mi dà la STS-41C come 11mo volo invece? Vengono considerati anche gli ultimi due voli di test in configurazione operativa?]
  • All’inizio del programma Shuttle un manager NASA portava al team delle ciambelle per festeggiare l’uscita dello Shuttle dall’Orbiter Processing Facility (l’hangar di manutenzione) al VAB.

  • Sempre a proposito di cibo, durante il lancio di STS-1 un direttore portò al KSC una pentola con dei fagioli per condividerla con i colleghi affamati. Quella tradizione continuò per tutte le missioni Shuttle.

  • Dopo un lancio andato bene ad ogni recluta presente nella control room veniva tagliata la cravatta. Come si fa agli sposi da noi. Pare essere una tradizione dell’Air Force, veniva fatta ai piloti al loro primo volo.
  • Questa è più conosciuta: le noccioline. Durante le missioni robotiche si mangiano arachidi nella control room. Questo perché le prime 6 missioni Ranger degli anni '60 verso la Luna andarono male. La settima invece fu la prima ad atterrare correttamente e non avere alcun malfunzionamento. Cosa c’era di diverso dalle missioni precedenti? Beh, qualcuno durante il suo lancio portò in control room delle noccioline. Il rito dura tutt’ora.
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Grazie mille! :smiley:

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No, pare si tratti di un problema di rischedulazione dei voli. Quello che inizialmente era il 13° è diventato l’11°, ma internamente la numerazione è rimasta la stessa.

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Secondo spacefacts.de i voli cancellati prima di STS-13/41C sarebbero: