SpaceX e FAA

Due considerazioni:

Da una parte c’è il sito di Boca Chica, che francamente mi ha da subito sorpreso, per essere designato come luogo dove sperimentale i più potenti e rivoluzionari lanciatori che siano mai stati costruiti (e con il metodo di Musk, per giunta).

Dall’altra parte c’è la FAA che corre a “verificare le cause”, se sente un botto, affinché non si ripetano i guasti, e si preoccupa di quanto potrà essere forte la prossima esplosione. E’ un atteggiamento che stona enormemente con un progetto sperimentale di prototipi. Infatti, anche se SN10, con varie modifiche mirate ai motori, ecc, ecc, tornasse a terra tutto intero, su SN 11, 15, ecc, potrebbero utilizzare materiale più leggero, o strategie per ridurre il consumo di carburante, o altre cose che potrebbero aumentare (non diminuire) i rischi di un nuovo boom… Ma la SpaceX è lì per sperimentare qualcosa di inedito, non per migliorare l’affidabilità di un 747. Insomma, SpaceX sta lavorando affinché le cose nuove che deve testare si possano rompere proprio a Boca Chica, e funzionino regolarmente nel resto dell’universo.

Boh, la situazione è bizzarra. Mi sembra che la FAA viaggi con i paraocchi, mentre Elon Musk prosegue il suo cammino, assorto nei più inenarrabili pensieri circa Marte.

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Renato, visione molto romantica. La FAA è un ente governativo che deve supervisionare tutto ciò che vola, manned e non, per garantire la sicurezza di persone e proprietà. Ha regole e applica leggi. Se poi queste regole sono difficilmente applicabili a un contesto sperimentale, il problema non è della FAA; almeno, non solo.
Che poi uno come Musk soffra molto la presenza di regole e controlli che limitano la sua personale smania di fare botti con bomboloni pieni di metano, è anche comprensibile. Ma o collabora, o collabora, dato che di sicuro non c’è il tempo per deregolamentare una zona ed una attività solo perché lui lo pretende.

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Giusto, la FAA non fa filosofia si limita ad applicare regole, punto.
Sono burocrati, non nel senso deteriore del termine, e si limitano a fare il loro lavoro.

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Comunque questi non li chiamerei neanche incidenti, la produzione in serie rivela il chiaro intento di sfasciarli in serie.

Sono dei crash test, i sistemi vengono portati ai limiti.

Probabilmente per minimizzare il problema avrebbero dovuto fare tutta la fase di sviluppo in una zona desertica, ma anche negli USA non e’ cosi’ semplice perche’ le coste sono ormai antropizzate e in questo caso c’e’ anche l’intento non solo di usare la location per i test ma anche per i futuri lanci operativi con tutti i vincoli che ne conseguono, mica facile. Avere due localita’ separate avrebbe aumetanto di molto tempi e costi, cosi’ come mettere a punto il lancio dal mare. A Cape Canaveral i vincoli sono ancora maggiori come sappiamo, se c’e’ un lancio in rampa che viene scrubbato a ripetizione ti tengono fermo anche per settimane.

D’altronde non potevano certo andare all’estero, se non altro per le normative ITAR .

Quindi gli tocca fare i bravi e fare i compitini per bene con la FAA, che peraltro non mi sembra sia bloccante, semplicemente chiede verifiche e adempimenti per procedere.

Ho il sospetto invece che per il sorvolo dopo le prime fasi del lancio i vincoli potranno attenuarsi, soprattutto per veicoli che nominalmente sono sempre controllabili in qualunque fase della traiettoria.

ITAR = International Traffic in Arms Regulations. Una normativa USA molto stringente che vieta l’esportazione di tecnologie con un possibile uso militare.

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Non solo @archipeppe . Proprio per la posizione che ricopre è l’unica che può collaborare con i produttori di oggetti volanti e definire insieme a loro quali siano le norme da cambiare, in che direzione e con che tempi.
Lo fanno per gli aeromobili da sempre.
Non sono meri esecutori sono la parte che le norme le scrive, per quello dico che dovrebbero fare lo spin-off dedicato allo spazio.

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Finché poi qualcuno si arrabbia…

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Ma non è detto sia così rilevante perché il congresso determina solo il bilancio delle agenzie, e quindi solo indirettamente le politiche adottate che, non a caso, sono proprie dell’esecutivo.

Dubito ci saranno grosse ripercussioni, se ci saranno.

l’opposizione esiste ovunque

Mah insomma, il congresso sta lì, come tutti i Parlamenti, per legiferare, e mica solo sui bilanci.
Questo potrebbe diventare il classico caso di “svegliare il can che dorme” per aver parlato troppo.

Se da un lato siamo credo tutti d’accordo che una sezione specificamente spaziale della FAA potrebbe diventare ad un certo punto indispensabile, dall’altro non è una questione di partigianeria ma un fatto dire che SpaceX ha volato a dicembre in violazione (probabilmente cercando di forzare la mano) o in mancanza di licenza specifica della FAA.
Si tratta di una vera “sfida all’autorità” che ha solo due vie di uscita:

  • essere ignorata, e allora la FAA diventa di fatto irrilevante (se ho lanciato lo stesso una volta, perché non un’altra?) e ci si mette nelle mani delle aziende per determinare cosa sia sicuro (e qui Boeing docet su come va a finire)
  • essere presa sul serio, e spingere il congresso a dare a FAA i mezzi per rendere eventuali violazioni a regole e procedure molto salate per i trasgressori, non solo con multe ma anche con possibili sospensioni del permesso di volare per tot tempo punto e basta.

È in questo secondo scenario che un Congresso scontento potrebbe rendere a SpaceX (ma anche a qualsiasi altro attore di questio nuovo scenario) la vita molto più difficile di ora.

E per chi pensa all’opposizione, cioè attualmente ai Repubblicani, chi governa negli stati dove sorgono la maggior parte degli stabilimenti industriali aerospaziali legati a tutto quello che non è SpaceX? Negli stati meridionali degli USA, dove non penso proprio che i Democratici siano il partito di maggioranza…

Domanda retorica: ma lanciare una settimana o un mese prima valeva la pena di sollevare tutto questo polverone, e le relative incognite? :thinking:

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Potrebbe essere valida anche l’ipotesi di forzare la mano, dimostrare che è tutto sicuro e vedere i permessi più rapidi; creare il precedente fausto. Poi i reali perchè forse non li conosceremo mai

Non vedo in questo momento come si possano mettere contro musk. È lui che ha l’azienda che porta cargo e persone sulla iss, che sta portando nuova attenzione (e soldi) sul settore spazio. È un gioco sottile, da un lato ha già fatto tanti investimenti in USA ma dall’altro è un imprenditore e se domani qualcuno disposto a scendere ai suoi compromessi gli aprisse le porte, ce lo vedo senza tanti problemi a salpare le ancore per uno stato africano, arabia o per la russia. Ci sono posti al mondo dove i soldi non seguono le logiche occidentali e nemmeno le regole. Le piattaforme di lancio (e refurbishment?) oceaniche le sta forse allestendo. Ci penserei due volte prima di farlo adirare per una cosa più formale che sostanziale. È in mezzo al niente, a 8 km dal più vicino centro abitato non evacuato e se il problema sono le regole inadeguate prima di impuntarsi per questioni di potere un governante saggio adegua le regole

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Esportare tecnologia missilistica è un biglietto di sola andata per la galera e non ce lo vedo uno stato africano mettersi contro gli USA sperando do di non farsi troppo male

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dipende se vuole tornare in america o no, non siamo più nel 1950 e gli usa non sono per niente sulla via di rimanere i padroni del mondo.
Non credo si arriverà a tanto, mi sembra un teatrino, che si risolverà nel modo più ragionevole possibile, che verosimilmente sarà che musk otterrà delle regole più adatte allo scopo comune e poi le rispetterà

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Onestamente la forza di fare rispettare la legge dovrebbe prescindere da quanto un imprenditore si “adira”.
Inutile ridiscutere cose già discusse o virare sulla geopolitica.

SpaceX a dicembre ha lanciato senza rispettare pienamente le regole di FAA e al momento non ha pagato un gran prezzo.
Andrebbe bene se questo atteggiamento relativamente lasco fosse concesso alle aziende che costruiscono gli aerei su cui volate in vacanza? Non credo proprio…

Comunque ognuno la pensa come preferisce. :man_shrugging:

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Non sono aerei con cui andare in vacanza, è abbastanza evidente.

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E’ una questione di proporzionalita’. Non e’ che ti ritirano la patente perche’ una volta hai superato un limitte di velocita’, pero’ ti tolgono dei punti e dopo un po’ te la sospendono. Non mi addentro su quanto debba essere grave l’infrazione e la relativa pena.

A me piu’ che quell’episodio, che appartiene al passato, interessa il futuro.

Gli adempimenti richiesti per testare e mettere a punto il veicolo e magari fare dei lanci orbitali da li saranno tali da bloccare tutto? Non sembrerebbe perche’ da allora ci sono stati altri test che a quanto pare erano in regola.

I senatori che vorrebbero fermare tutto avranno la maggioranza e i poteri, anche nel campo di altre istituzioni, di farlo? E lo fanno per i motivi e gli interessi dichiarati o per altri interessi in conflitto con i suddetti? Oppure l’interesse di sviluppare un mezzo che potrebbe dare un grosso vantaggio geopolitico agli USA prevarra’?

Oppure, in modo cristallino, essendo gli USA “the land of the free” viene permesso per principio alla libera iniziativa di cittadini e organizzazioni private di fare molte piu’ cose che altrove? Dopotutto se devono essere meno permissivi nell’interesse della sicurezza dei cittadini mi permetterei di suggerire di iniziare non permettendo di vendere a chiunque armi da guerra o, come giustamente fatto notare, essere piu’ attenti rispetto al passato sulla certificazione dei mezzi su cui volano centinaia di persone, invece che stoppare per principio o altri motivi un tentativo che potrebbe anche essere utile per gli umani e che puo’ piu’ difficilmente, per ora, provocare la perdita di vite umane.

Una cosa che mi piace degli USA e’ che il regolatore cerca se possibile di permettere le cose, di essere costruttivo. Il principio e’ che ogni cosa che non e’ esplicitamente vietata, e’ permessa. E ogni regola o vincolo devono essere giustificati e proporzionati. Non a caso alla fine gran parte delle innovazioni vengono dagli USA: hanno la massa critica e permettono piu’ facilmente a chiunque di innovare,anche se pesta i piedi alle clientele di qualche senatore e stravolge qualche settore.

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Comunque, se ci pensate un attimo, non sto a fare i casi per non andare OT, tantissimi grandi imprenditori spesso forzano le regole per adattarsele alle proprie necessità . I casi sono innumerevoli. Quasi sempre col risultato che sono le regole a cambiare. Mentre le maximulte arrivano soprattutto per altre cause tipo monopolio o evasione fiscale. Ma anche in questi ultimi casi, non sono sono sempre puniti , neppure quando ci sarebbero i presupposti.

Io direi che questa forzatura contro la FAA rientra nell’attività di chi conduce un grosso gruppo industriale. E fra l’alto, parte anche da motivazioni non solo di mera comodità all’azienda, ma sono anche critiche che possono essere giudicate come obiettive e motivate.

Con questo non voglio dire che la la FAA non serve, tutt’altro, ma che effettivamente va un po’ corretta, alla luce di una realtà che evolve, e -come spesso accade- questi adeguamenti o aggiornamenti non partono dai governi, ma dai malcontenti degli imprenditori forti.

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Per quanto riguarda la violazione di SN8, il problema non è stato solo che SpaceX ha violato la licenza. Il problema è stato anche comunicativo tra FAA e SpaceX ed è anche il motivo per cui la FAA non ha multato o imposto stop prolungati. La FAA aveva infatti concesso il permesso per lanciare, poi SpaceX richiese un’esenzione di cui non si sa molto che poi la FAA non ha concesso e poi SpaceX ha lanciato comunque. Da quello che ho capito SpaceX ha inteso questo come “Ok lanciamo in modo da rientrare nei parametri precedenti alla richiesta di esenzione” mentre FAA intendeva “Dovete fare di nuovo richiesta con i nuovi parametri prima di lanciare”.

Per quanto riguarda il tweet di Elon incriminato, infatti lui si lamentava non della FAA in generale o che le regole sono troppo stringenti, ma si lamentava che la struttura regolatoria era un macello da gestire. In tal senso, mi sembra una critica anche lecita nei confronti di un’agenzia che, proprio in quel periodo, stava proprio per rivedere la struttura regolatoria per renderla più efficiente. Se fosse stata perfetta non avrebbero apportato cambiamenti no?

Mi preoccupa molto di più il fatto che dei membri del congresso in pratica chiedano ad un’agenzia statale di reagire applicando sanzioni non tanto per la violazione di SN8, che ci può anche stare, ma per i tweet di critica.
Penso che Elon sia stato saggio a tirare su tutto il polverone? No, però penso anche che debba essere nei sui diritti poterlo fare.
Anche perché non prendiamoci in giro, le agenzie statali, così come le nostre in Italia, raramente sono proattive e senza qualcuno che dall’alto li obblighi o dal basso che faccia voce grossa difficilmente cercano di cambiare.

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È notizia di qualche giorno fa che la FAA ha rilasciato un comunicato dal titolo molto chiaro: New Era of U.S. Commercial Space Transportation Begins, l’inizio di una nuova era nel mercato spaziale commerciale. Il sottotitolo è altrettanto auto esplicativo: FAA Streamlined Launch and Reentry Rule Takes Effect, ovvero entrano in vigore le nuove regole semplificate per i lanci e i rientri.

Le parole di Pete Buttigieg, segretario per i trasporti, fanno riferimento al sempre più emergente e importante settore spaziale commerciale e a come le linee guida (policy) debbano mantenere il passo con l’evoluzione dello stesso. Queste regole, che coniugheranno questa importanza con i più alti standard per la sicurezza pubblica, sono entrate in vigore il 21 marzo e derivano da una direttiva del National Space Council per incoraggiare la leadership americana nel campo commerciale. Prevedono un supporto a maggior innovazione, flessibilità ed efficienza nelle operazioni e una modernizzazione delle licenze di lancio e rientro, eliminando requisiti obsoleti, sostituendone alcuni con altri relativi alle performance e infine riducendo regolamentazioni duplicate. Viene stabilito un unico insieme di licenze e regolamentazioni per la sicurezza per vari tipi di operazioni e veicoli spaziali commerciali. Un esempio fornito è che un’unica licenza permetterebbe lanci e rientri multipli, anche in varie località. L’amministratore della FAA commenta queste nuove regole dicendo che si garantirà la sicurezza pubblica e allo stesso tempo non bloccando i lanci.

Il comunicato cita, come punti di forza del settore privato, l’abbassamento dei costi di lancio, nuove opportunità commerciali per i satelliti, il turismo spaziale e potenziali trasporti suborbitali a livello regionale e intercontinentale.

La FAA sta anche lavorando con le aziende che attualmente hanno delle licenze per modificarle e/o autorizzare le operazioni pianificate e sta contrattando con nuovi soggetti per siglare altri accordi. L’agenzia è in contratto con enti federali e locali per individuare potenziali siti di lancio e rientro per fornire ulteriori capacità operative e operare come hub economici. Attualmente, negli Stati Uniti ci sono 12 spazioporti con licenza, a cui vanno aggiunti quelli federali e privati e 11 aziende che possiedono 23 licenze di lancio o rientro

Si ha un passo avanti anche dal punto di vista delle tanto sperate divisioni “spaziali”: è stato riorganizzato l’Office of Commercial Space per soddisfare la crescente richiesta di licenze ed è stato creato l’Office of Spaceports.
Giusto per dare il numero di licenze concesse dall’agenzia, si è passati da una nel 2011 a 39 nel 2020, con oltre 50 previste per quest’anno.

Di seguito è possibile vedere un video, in inglese, in cui l’amministratore della FAA spiega le nuove regole e quest’ultime allegate.

New rules Commercial Industry FAA.pdf (1,3 MB)


Fonte: FAA - New rules for commercial space industry.

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Guardandola da questo punto di vista sembra che la “querelle” sollevata da Elon Musk abbia sortito comunque un effetto positivo, in termini di snellimento delle procedure (questo in teoria poi bisogna vedere come si traducono in pratica…).

P.S. Se ricordo bene Pete Buttigieg era uno dei candidati democratici per la corsa alla Casa Bianca nelle elezioni del 2016 poi vinte da Trump.