Telescopio spaziale a lente gravitazionale solare

Tra le tante idee innovative che la NASA finanzia, la maggior parte delle volte si tratta di idee irrealizzabili entro 50 anni, ce n’è una che è arrivata in fase 3 NIAC (NASA Innovative Advanced Concepts), ed è l’unica arrivata in questa fase nel 2020.

Si tratta di un telescopio spaziale ad altissima risoluzione, che sfrutta l’ingrandimento SGL, solar gravitational lens, capace di fornire un ingrandimento 10^11 X (100 miliardi di volte) il tutto in un satellite di un metro di lunghezza. L’ingrandimento fornito sarebbe capace di risolvere un’esopianeta a 100 anni luce a 25 km per pixel, il che vuol dire veramente poter mappare gli esopianeti.


[Come apparirebbe un esopianeta con SGL. Credits: Slava Turyshev]

La parte irrealizzabile (con tecnologie attuali) sta nel fatto che per sfruttare l’ingrandimento fornito dalla deflessione gravitazionale del Sole, il satellite deve essere piazzato a qualche centinaio di unità astronomiche dal Sole (circa 500 au), oltre le sonde Voyager per intenderci.

Il contributo dato da NASA per lo studio in questa fase è di 2 milioni di dollari (nelle prime fasi NIAC si parla al massimo di centinaia di migliaia di dollari). Questi studi, sebbene la maggior parte delle volte non portino direttamente a realizzare missioni spaziali, forniscono una scienza di base dalla quale attecchire per poter affrontare altri problemi.

Il sito di NIAC con le varie proposte 2020 in fase 1, 2 e 3:


La pagina NASA col dettaglio di SGL:

Un articolo di Parabolic Arc con anche l’ammontare del contributo:
http://www.parabolicarc.com/2020/04/10/niac-award-exoplanet-imaging-using-solar-gravitational-lens/
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