Northrop Grumman con vari partner tra cui Dynetics ed altri ancora da annunciare con una stazione spaziale ancora senza nome, per 125.6 milioni di dollari:
Mi ha incuriosito soprattutto la proposta Starlab, per il suo modulo evidentemente gonfiabile. Mi sono precipitato su Google a cercare se in qualche modo e’ derivato dalla tecnologia Bigelow e mi sono saltati fuori articoli interessanti tra cui questo:
Tra le altre cose nell’articolo si evidenza che alcuni settori USA temono nei prossimi anni uno “space station gap” simile a quello subito negli scorsi anni con i lanciatori. In particolare un certo Jim Bridenstine, in un audizione al senato americano ha perorato la causa di maggiori e tempestivi investimenti nelle stazioni spaziali. Un importante argomento e’ che il ciclo di approvazione, sviluppo e produzione di una stazione spaziale puo’ essere molto lungo e anche prolungando la vita della ISS la situazione e’ a rischio perche’ qualunque imprevisto o anomalia potrebbe lasciare gli USA a lungo senza un avamposto nello spazio, se impreparati.
Ovviamente se si muovono gli USA (ai quali nonostante tutto invidio la decisione e la lucidita’ in molti frangenti) si moveranno a ruota tutte le agenzie occidentali.
Per cui mi sento di affermare che questo diventera’ un 3d importante.
Quindi la Starlabs è sicuramente gonfiabile? Perchè io pensavo che il cilindro fosse abbastanza frande da poter creare un ambiente a gravita simulata, roteando
Axiom, che tra le varie compagnie private è quella che ha iniziato prima nella produzione di Stazioni, aveva deciso di non partecipare, forte anche di un contratto precedentemente vinto.
In questa fase non è sicuro nulla.
Il rendering mostra quello che sembra un habitat gonfiabile, ma non è detto che il progetto esecutivo sia completamente differente…
Secondo Voyager Space ed Airbus, è stato raggiunto un accordo per cui Airbus parteciperà alla progettazione di Srarlabs.
“Airbus will provide “technical design support and expertise” for Starlab, the companies said, but did not disclose additional details about the partnership or financial terms.”
1.5 miliardi in 6 anni, da divideere tra almeno due vincitori.
Vuol dire 125 milioni l’anno per ognuno.
Se consideriamo che la ISS costa a NASA 1.4 miliardi l’anno, anche dopo due decenni di tagli e ottimizzazioni, stanno riducendo le capacità di un ordine di grandezza, oppure sperano che gli investimenti privati siano 10 volte quelli di NASA (cosa di cui mi stupirei)
NASA ha rilasciato una Request for Proposal per la seconda fase delle stazioni spaziali commerciali. Vi ricordo che il famoso core module gestito da NASA è stato eliminato, a quanto pare.
In teoria Starship potrebbe fare manbassa, Un solo lancio di una Starship senza scudo termico e con pannelli solari autodispieganti potrebbe mettere in orbita in un sol colpo una stazione grande quanto la ISS.