Impatto del COVID-19 sulle attività spaziali

Qualche aggiornamento sulla situazione al centro spaziale di Kourou in Guyana la trovate in questo servizio (in francese):

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A Bajkonur saranno introdotte nuove misure restrittive e inviate attrezzature e personale medico per affrontare un nuovo focolaio:

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Non è più finita… :muscle: Forza

L’articolo non lo dice esplicitamente, ma direi che hanno deciso che i fondi inizialmente dedicati allo spazio vanno reindirizzati altrove per rilanciare l’economia…

Da quello che ho capito io, si tratta di un titolo (ripreso da diverse fonti nostrane) abbastanza fuorviante.

La parola “taglio” fa giustamente pensare ad una riduzione delle risorse disponibli alla voce “spazio”. Non è esattamente così, secondo me.

In a nutshell, lo stato delle cose:

  • stanziamenti per lo spazio nel bilancio attuale EU: ~ 12,8 Miliardi di €
  • stanziamenti inizialmente proposti per il nuovo bilancio EU: ~ 16 Miliardi di €
  • stanziamenti attualmente proposti per nuovo bilancio EU: ~ 13,2 Miliardi di €

Quindi nel corso delle trattative per la composizione del nuovo bilancio dell’Unione si è passati ad un aumento del 50% del budget destinato principalmente a Galileo e Copernicus (+ SSA e altre “briciole”) a un ben più modesto 3% circa, appena di più dell’inflazione.

Questo avrà sicuramente indispettito chi nell’industria si fregava le mani per l’arrivo di una bella fetta di miliardi, e lo capisco, ma al netto della delusione, rimane un aumento di circa 400 milioni di euro. Quindi il taglio è stato operato ad una bozza di bilancio e non già allo stanziamento che sarà messo a disposizione nel prossimo.

D’altra parte ci sono due “piccoli” fattori in gioco: la BREXIT con la relativa diminuzione dei fondi versati dal Regno Unito e COVID-19, che effettivamente sta drenando “qualche risorsa” dal bilancio…

P.S. ESA non è nominata perché anche se importantissimo “partner tecnico” dell’UE per il programma Copernicus (sempre meno per Galileo), di cui svolge anche parte delle operazioni, ESA ≠ agenzia spaziale UE.

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Come se dedicare fondi allo spazio non rilanciasse l’economia abbastanza…
Purtroppo li hanno diretti verso obiettivi dove alla popolazione media sembra che siano più efficienti. Non è polemica, è un dato di fatto, parte integrante della nostra società colma di compromessi.

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Dopotutto la funzione primaria della politica è decidere dove ripartire i soldi che incameri tra tasse prestiti etc. Se fosse banale decidere il modo migliore in qualche millennio di storia lo avremmo trovato nonostante tutto. La cosa più banale è che un modo migliore non esiste

Pienamente d’accordo. Però devi considerare che le aziende (e credo anche l’agenzia) fanno piani multiennali, pianificando spese e risorse in base a quello che ci si aspetta che sarà il mercato.

È vero che non c’era niente di approvato, ma in un periodo di grossa crisi dell’industria aerospaziale (per dirne una, Airbus vuole licenziare 18000 dipendenti), un taglio del genere delude le speranze di chi sperava in un “aiuto” della EU per rilanciare il settore…

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62 casi di COVID-19 al centro spaziale indiano di Sriharikota.

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Anche Dragonfly subirà un ritardo a causa del coronavirus:

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Ora attendiamo di sapere di quanto sarà ritardato l’arrivo a Saturno.

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Se attendi domani mattina ti faccio i conti io :slight_smile:

EDIT: continua qui Missione Dragonfly

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Ci sono anche campagne di sensibilizzazione “spaziali”.

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Anche il workshop triennale sulla modellizzazione dell’atmosfera di Marte è stato cancellato (ESA/CNES/DLR), era un appuntamento regolare dal 2003.
http://www-mars.lmd.jussieu.fr/paris2020/

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In generale l’impatto globale sulle aziende private del settore spaziale è stato moderato, di sicuro inferiore alle aspettative di inizio pandemia:

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Il virus era entrato anche a Star City.

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Una notizia che non ci voleva: il volo inaugurale del Dream Chaser slitta dal terzo trimestre 2021 al 2022. Nessun inconveniente per quanto concerne la costruzione, tuttavia il gruppo di lavoro che si occupava dei test strutturali a San Diego ha dovuto interromperli e sospenderli per una possibile positività al COVID. Lo ha comunicato il 17 novembre Steve Lindsey, vicedirettore di Sierra Nevada Corporation, durante una conferenza stampa informativa per parlare dei recenti sviluppi dell’azienda.

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