Planetary Science and Astrobiology Decadal Survey 2023-2032

Siete pronti per altri 10 anni di scienza planetaria? Magari andando a caccia di forme di vita sparse per il sistema solare? Bene, perché da giovedì si prenderanno importanti decisioni per quel che riguarda la pianificazione delle attività fino al 2032 (il che include anche preparazione di missioni che partiranno oltre la data del 2032).

Il sito ufficiale del Decadal Survey:
https://www.nationalacademies.org/our-work/planetary-science-and-astrobiology-decadal-survey-2023-2032
[che ovviamente ha copiato l’immagine in primo piano da questo articolo :stuck_out_tongue:]

Questo è il Survey di scienze planetarie, che include esplorazione planetaria, astrobiologia e (da quest’anno) difesa planetaria (si intende da asteroidi); sono escluse quindi scienza della Terra, eliofisica e astrofisica. La discussione sarà di ampio spettro, ci sono già white paper pronti su moltissimi argomenti, orbiter di qualsiasi cosa, missioni con ritorno di campioni da Encelado o Titano, mini orbiter e mini lander di Marte, missioni reattive vaganti in attesa di scoprire un corpo celeste; la mia missione preferita rimane Neptune Odyssey: orbiter di Nettuno con lander per Tritone, che già credevo impossibile, ma in uno di questi white paper rilanciano con:

Sample return from Triton would thus have a high science value. We wish to suggest here that it is possible to do this with credible technology.

L’elenco di tutti i white paper si trova qui:

L’evento è organizzato da NASEM, che redigge report scientifici per altri enti governativi dal 1863, in questo caso il destinatario del report è la NASA.

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Una delle missioni discusse al Survey è Persephone, un orbiter per Plutone.
Orbiter, non un altro flyby, la sonda deve rallentare per entrare in orbita, che è un’impresa alquanto ardua. Il viaggio infatti non sarà corto come per New Horizons che ci ha messo solo 9 anni ma è arrivato troppo veloce per rallentare. Si parla di 20 anni. Quello che invece andrà fatto di fretta è la pianificazione. O si parte entro il 2032 oppure tanti saluti a Giove (e i suoi preziosi delta V di assist gravitazionale), che non sarà più in traiettoria per tanti anni.
La sonda è visibilmente più grande di New Horizons, come si vede nell’immagine dell’articolo di spaceflightnow:

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Ma quanti RTG ha? Per non parlare del fatto che abbia bisogno di un SLS con un Centaur come KICK STAGE…
Per quanto possa essere una missione interessante e ambiziosa, preferirei usare tutti quei muscoli finanziari e chimici per qualche luna di Giove o Saturno.

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Venerdì c’è una nuova sessione, la terza. Ci sarà pure Jim Bridenstine a parlare.
Ecco l’ordine del giorno:
https://www.nationalacademies.org/event/10-16-2020/docs/DC6CCED988F1591E9BF2648887807FA8A0E1E68854E2

E come bonus vi faccio vedere il concept di questo orbilander di Encelado, un orbiter che dopo un po’ diventa un lander e va a caccia di vita nella piccola luna. Un bel malloppo di 186 pagine ma ogni tanto c’è pure qualche figura che spezza la pagina.

Avete tutto il tempo di leggerlo, si parte nel 2038 e si arriva in prossimità di Saturno nel 2045. L’inserzione in orbita di Encelado avverrà solamente nel 2050 e l’anno dopo di scende sulla superficie. La missione termina nel 2054, a meno che il Congresso (se esiste ancora) approva un’estensione tendenzialmente fino al 2057 e secondo le statistiche ISTAT dovrei essere ancora vivo. Costo: solo 2,5 miliardi di dollari, lancio escluso, tutto sommato neanche tanto. Tutto quello che ho detto è solo nelle prime 3 pagine del documento, ci sono davvero tanti dettagli interessanti.

La sonda riuscirà a scoprire se c’è vita su Encelado anche a concentrazioni bassissime. Sarà dotato perfino di un microscopio per l’osservazione diretta. Dovrebbe riuscire anche a fornire risposte sul perché non c’è vita, in caso non trovi niente.

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Non so se faccia parte o meno del piano decennale di scienze planetarie, casomai spostiamo dopo, ma guardate quanto è bello questo nuovo concetto di atterraggio su Plutone:


si tratta di una specie di mongolfiera che si gonfia e sfrutta l’altissima e rarefattissima atmosfera di plutone, un caso unico nel sistema solare, alta circa 1.600 km.
In proporzione, il lander è quel piccolo puntino grigio che si vede nell’immagine di seguito:

Una volta arrivato in superficie, il lander potrà fare un salto e perlustrare una zona diversa della superficie, la gravità è solo 0,6 \frac{m}{s^2}.
La tecnica è importante intrinsecamente perché permette di arrivare su Plutone con una traiettoria in stile New Horizons, in soli 10 anni. Tutti gli altri studi di orbiter o lander finora, infatti, prevedevano traiettorie con un arrivo più dolce ma che richiedevano circa 20 anni di viaggio.
La tecnica non si può applicare in nessun altro corpo celeste del sistema solare.
Le immagini provengo dal seguente articolo:

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Ieri e oggi si sta svolgendo lo steering meeting, un resoconto per capire un po’ come si sta evolvendo la situazione. Sulle pagine ufficiali c’è ben poco, come riportato qui:

Su twitter qualcuno si sbilancia di più, pubblicando qualche slide ogni tanto, ma ancora circola davvero poca roba:

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Un’altra missione interessante che è uscita in questo survey è un lander per Mercurio:
http://spaceref.com/mercury/mercury-lander-planetary-mission-concept-study-for-the-2023-2032-decadal-survey.html
purtroppo non ho ancora accesso alla pubblicazione originale, il cui abstract è presente qui, quindi non so molti dettagli in più

è ci sono poche altre notizie in giro, ma ben confuse. Su Forbes si parla di una missione che arriverebbe in superficie al tramonto, dopo 10 anni di viaggio, per evitare le temperature elevate e durerebbe una notte mercuriana, 88 giorni, proprio per evitare il sole, ma parla anche di alimentazione con pannelli solari, quindi c’è qualcosa che non va.

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Ad aprile ci sarà qualcosa di importante, sinceramente però non ho capito bene cosa.

È in corso il #LPSC2022 Lunar and Planetary Science Conference del 2022.
Stanno parlando in tanti, di Marte, di Europa (Giove) di Luna, di Titania (Urano) e tanti altri mondi rocciosi del sistema solare. Cliccando sull’hashtag vedete le condivisioni su twitter dei principali speaker.
E per voi un’immagine (Credit NASA) di tutte le missioni planetarie a cui ha preso e prenderà parte la NASA

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Sembra proprio che Urano sia il miglior candidato uscente dal Decadal per la prossima missione Flagship. Sarà l’orbiter più lontano di sempre se verrà effettivamente realizzato.

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Le raccomandazioni del decadal (svoltosi questa settimana) sulle top missioni sono:

  • continuare Mars Sample Return*
  • NEO Surveryor
  • questa che riporto in inglese The committee prioritizes the Uranus Orbiter and Probe (UOP) as the highest-priority new Flagship mission for initiation in the decade 2023-2032
  • Enceladus Orbilander

*Tecnicamente (a quanto ho capito) le missioni di Marte non competono col budget delle missioni Flagship, ma fanno capitolo di spesa separato. Le altre missioni di Marte raccomandate oltre a MSR sono:

  • Endurance-A
  • Mars Life Explorer

Altre missioni medie suggerite come importanti:
• Centaur orbiter and lander
• Ceres sample return
• Comet surface sample return
• Enceladus multiple flyby
• Lunar Geophysical Network
• Saturn probe
• Titan orbiter
• Venus In Situ Explorer

Missione “media” speciale con un capitolo a parte:
Triton Ocean World Surveyor

Qui si trova il file completo (800 pagine) sulla raccomandazione alla NASA per la selezione delle missioni dei prossimi 10 anni, è scaricabile solo dopo registrazione al sito dell’Accademia e non ve lo posso allegare perché è troppo grande e supera le limitazioni del forum. A me non arriva spam dopo la registrazione.
https://nap.nationalacademies.org/download/26522

Questa è solo una raccomandazione. Poi la NASA va al Congresso a batter cassa forte della raccomandazione ricevuta dal The National Academies. Con i soldini previsti al momento, la missione di Urano potrà partire (Fase A, quindi lo studio, non la sonda sul razzo!) nel 2028. La raccomandazione è di farla iniziare nel 2024.

In generale sono molto più complesse delle missioni suggerite 10 anni fa, che denota un progresso nelle attività spaziali robotiche nello spazio profondo, non stiamo a mandare sempre le stesse sonde in posti diversi. I tempi sono lunghi e magari con uno sguardo veloce non ce ne si rende conto, ma l’esplorazione robotica proposta è veramente ambiziosa.

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Ed ecco un riassunto dei principali obiettivi che questo comitato scientifico si è posto e quanto le varie missioni aiuteranno a raggiungere i vari traguardi. Tutto viene dal file linkato un post sopra.

(tra l’altro questi di WeMartians ci faranno almeno una puntata del podcast sul decadal, forse anche più d’una)

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Un altro articolo riassuntivo.

Ho detto un’inesattezza sopra, Endurance è un rover lunare, non marziano.

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Sarebbe bello avere sempre almeno un satellite in orbita per ogni pianeta

Se avete già letto le 800 pagine del documento sopra, eccone un altro migliaio per la descrizione dettagliata delle singole missioni, raccolte in una cartellina con un PDF per missione. Qui però ci sono anche le figure, e tante.
https://drive.google.com/drive/folders/1Qlun6EF0v472eOMXXokHxa6B2tBLNkdv

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Ecco le due puntate del podcast che questo divulgatore ci aveva promesso.

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Il video completo del briefing, un’ora di presentazione e un’ora di domande.

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Nuovo articolo di Gianmarco Vespia pubblicato su AstronautiNEWS.it.

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